Le norme anti-gogna: ecco i nuovi obblighi dei magistrati
È il diritto alla reputazione dell’indagato. E dopo giorni di tensioni e polemiche, alla fine la norma, fortemente voluta dal centrodestra, è passata. C’è da scommettere, però, che non si placheranno le tensioni tra maggioranza e opposizione perché già si parla di bavaglio e di censura alla comunicazione delle toghe.
Il succo è che il Plenum del Csm, ieri, ha approvato a maggioranza la delibera sulle nuove linee guida per l’organizzazione degli uffici giudiziari ai fini di una corretta comunicazione istituzionale. Quattro i voti contrari e tre le astensioni. Per la relatrice Claudia Eccher, componente laica del Consiglio Superiore della Magistratura e relatrice della delibera, si è scritta «una pagina storica» e il Csm «ha compiuto una scelta di grande equilibrio e responsabilità, aggiornando le regole sulla comunicazione istituzionale della magistratura alla realtà del nostro tempo». Si punta a rafforzare la tutela reputazionale delle persone coinvolte nei procedimenti, dal momento che le nuove norme limitano il ricorso alle conferenze stampa e introducono l’obbligo di comunicazioni di aggiornamento sugli sviluppi dei procedimenti. Per dire: come ogni giornalista, anche il........
