Caro Alemanno, che gioia la tua libertà. Ma cosa c'entri con Vannacci?
Caro Gianni, in tanti abbiamo gioito per la fine della tua ingiusta detenzione, anche se non eravamo a Rebibbia ad accoglierti. Ho visto ivideo, e ascoltato le dichiarazioni, e percepito la commozione tua e di chi ti stava attorno e ti abbracciava. È il tuo terzo tempo: il primo da militante e poi leader del FdG, il secondo da ministro e da sindaco di Roma, il terzo da consigliere di Roberto Vannacci? Non ti ci vedo, benché la politica sia arte dell’impossibile più che del possibile.
Apro solo una piccola parentesi sull’infamante accusa di mafia capitale che ti ha coinvolto: era una montatura che ha finito con l’infangare te mentre Salvatore Buzzi si sgolava a dire che il sistema riguardava molto di più la sinistra della destra. È stata una “trama nera”, come quelle cantate dagli Amici del Vento, tanti anni fa, ma che ha demolito la tua reputazione. Su questo voglio ricordare che quando, in quei giorni cupi, alcuni facevano finta di non conoscerti io volli abbracciarti pubblicamente al bar dove i redattori del Secolo andavano a prendere il caffè, per dimostrarti che non credevo certo che tu........
