Il Giuseppe Conte putinista devasta il campo largo
Altro che “Alleanza per la Costituzione e la democrazia”, come Conte vuole chiamare la coalizione di centrosinistra (l’acronimo peraltro si pronuncerebbe “acidi”): il nome giusto è “M5S per il Cremlino”. Progetto folle, certo, e non per la fuoriuscita dall’alleanza. Ma almeno per una volta Conte sarebbe coerente e non avrebbe metà alleati contro.
A Napoli, dove in una piazza del Gesù semideserta i leader progressisti si sono trovati per confermare che si detestano, Giuseppe ha strillato che «stanno costruendo una minaccia russa per giustificare che andiamo alla guerra. Non andremo a buttare soldi per compiacere Trump», ha continuato mentre tra lo sparuto pubblico c’era il parapiglia, attivisti di Potere al Popolo contro altri attivisti alcuni con la bandiera della Palestina, scontro fra titani in cui dal palco s’è inserito Bonelli che s’è preso a sua volta una raffica di pernacchie, va detto ben incassate.
Ieri mattina, cioè l’indomani, Carlo Calenda, su X, ha scatenato l’inferno: «Ma........
