Community 27 di Rimini: una spiaggia inclusiva che dimostra come l’accoglienza possa diventare valore per tutto il territorio
Anche quest’anno ho deciso di passare qualche giorno a Rimini, al mare, in una città con molti servizi e occasioni di divertimento ma che sa offrire anche un ambiente rilassato e soprattutto inclusivo.
Un ambiente dove ritrovo la mia comunità, dove posso indossare un crop-top o una spilla arcobaleno senza correre il rischio di sentirmi dare del “frocio”, dove in definitiva mi sento “comodo e al sicuro”.
La vacanza in una città, una località di mare o un’esperienza in generale non riguarda solo dove vai. Dipende da come ti senti in quel luogo. Se sei una persona queer, seppur inconsciamente, ti chiederai se ti senti sicuro tenendo la mano del tuo compagno, se ti senti benvenuta o pensi invece di dover omettere alcuni aspetti della tua persona, se ti senti connesso in generale con l’offerta turistica. L’intrattenimento, la comunità e l’atmosfera ti fanno sentire bene? Ti senti accolta?
Come sottolinea Angelica Polmonari, attivista lesbica transfemminista per i diritti LGBTQIA e Chair del Women’s Committee di ILGA World, la federazione mondiale che riunisce oltre 2000 organizzazioni impegnate nella tutela dei diritti delle persone LGBTQIA in più di 170 Paesi, che una destinazione sicura per la comunità LGBTQIA è sicura anche per un pubblico femminile etero-cis che intende trascorrere una vacanza senza sentirsi continuo oggetto di attenzioni maschili indesiderate.
Negli ultimi anni il turismo LGBTIQA in Europa ha smesso di essere considerato una nicchia. È un segmento consolidato, con una domanda internazionale che cerca destinazioni sicure, inclusive e capaci di offrire esperienze autentiche. Destinazioni come Berlino ed Amsterdam sono ormai mete consolidate per i Pride nei mesi estivi e per le grandi feste nei mesi invernali. Lo stesso accade in Spagna in città come Madrid e Barcellona ma anche e soprattutto nelle località di mare come la storica Sitges, o le più recenti Torremolinos in Andalusia e Maspalomas nell’isola di Gran Canaria.
L’Italia può contare con esperienze come quella di Torre del Lago in Toscana, molto in auge nei primi anni 2000 ma che non è riuscita a mantenersi e svilupparsi nel tempo o con località invece con una buona offerta turistica friendly come la città balenare di Gallipoli in Puglia, un esempio di destinazione LGBTIQA italiano molto conosciuto ma che ha generato anche delle criticità tipiche di un turismo di massa e stagionale.
Anche in Italia quindi esistono una volontà ed un “coraggio” per offrire un’alternativa che sia in linea con le aspettative della comunità queer ma non si è ancora riuscito a sviluppare un progetto capace di capire fino in fondo la domanda, di renderla stabile nel tempo anche attraverso una stagionalità estesa e senza dimenticare che la destinazione rimane attraente quando sa mantenere la propria autenticità e pertanto pone attenzione ad uno sviluppo equilibrato di città che accoglie i turisti ma che continua ad essere anche dei........
