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Farsi male

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Il mese scorso, prima di partire per la Sardegna, volevo farmi del male. La decisione non è mai deliberata, solo mentre me lo sto facendo prendo coscienza che era ovvio che così me lo sarei fatto. Insomma, un’ovvietà poco presagita. Una tautologia emotiva.

Farmi del male, di solito, ha le sembianze del passato e l’indulgenza sulle sue forme ormai sbiadite.  Non è un passato nostalgico, è solo la malinconia del tempo che passa e che prende forma di luoghi fisici, angoli, vicoli, piazze della città.

Senza accorgermene ho camminato tanto, in un’ora di punta, e sempre senza accorgermene sono arrivata alla Gran Via. Da quel momento in poi, la passeggiata si è trasformata in una spinta collettiva. Avanzavo, ma più che altro venivo avanzata passivamente, a forza di gomitate, spallate, ressa, fastidioso vociare.

È cambiato molto dal 2005, da quando me ne........

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