Via Arduino ha tanto da raccontare, ora un archivio ne salva la memoria
Ivrea«Avevo le mie clienti e me le selezionavo io, in modo che non si dovessero neanche incontrare fra di loro». Fedora sorride mentre riporta alla luce il suo lavoro da estetista, le signore benestanti, quelle “madamine” che volevano farsi belle ma non farlo sapere a nessuno. È nata nel 1936, «fate il calcolo», dice. E nel suo racconto ci sono il mestiere in proprio, l’orgoglio dell’indipendenza, la responsabilità di chi apriva la propria casa alle clienti e se ne prendeva cura.Poco distante, alla Rsa di Strambino, Giuliana riavvolge un altro filo. Ha 88 anni, sei anni e mezzo in Lancia e poi l’approdo all’Olivetti di Ivrea. Ricorda le elementari a Strambino, i viaggi complicati per raggiungere le medie in città, le schede perforate e le due tastiere da imparare a usare contemporaneamente. Ma ricorda anche i cachi caduti dagli alberi, trasformati dai bambini in munizioni per i giochi di primavera. «Mi piace ascoltare i giovani», esordisce. E il suo consiglio è disarmante nella sua semplicità: «Non vi tirate indietro, valete un pochino di più». Anche le loro sono voci che non restano chiuse nel perimetro di un’intervista. Sono frammenti di lavoro, di famiglia, di scuola, di città. E sono anche il cuore di un modo di........
