Al Tour de l’Avenir il Canavese tifa Finn, Ceresole sogna azzurro
STRAMBINO. C’è stata un’epoca in cui le strade canavesane erano, per il grande ciclismo, periferia dell’impero: rari e fugaci passaggi nelle tappe del Giro d’Italia da e per la Valle d’Aosta e, per chi aveva memoria, l’edizione 1976 della Corsa Rosa con l’arrivo di tappa a Ozegna il 6 giugno e la ripartenza da Castellamonte l’indomani.
Prima ancora, correva l’anno 1966, la tappa Ivrea-Chamonix del Tour de France e la crono Ivrea-Ivrea del Tour de l’Avenir. Dopo, il buio, fino agli anni recenti che hanno visto una presenza costante dei campioni e grandi corse.
Nel 2006 aveva fatto notizia un traguardo volanti in corso d’Azeglio nella frazione da Alessandria a La Thuile, ma quella era solo la scintilla dalla quale è esploso un vero incendio di passione che dal 2012 ha visto i centri canavesani ospitare il Giro d’Italia (con Rivarolo, Agliè, Ivrea, Ceresole e San Francesco al Campo sedi di tappa, oltre alla........
