Il debito pubblico lo paghiamo ogni giorno
C’è una questione che viene affrontata dalla politica e dalle forze sociali con una certa ritrosia: il debito pubblico. Di solito la discussione sul debito si concentra sui dati economici, a mio parere va detto con maggiore chiarezza che questa è, prima di tutto, una questione sociale. Non un indicatore tecnico, non un grafico da economisti, ma la chiave che spiega perché un territorio funziona o si inceppa, perché un servizio regge o crolla, perché una comunità si sente protetta o abbandonata. È il debito, oggi, a dire quanto vale la scuola dei nostri nipoti, quanto è accessibile la sanità, quanto è solido il welfare che sostiene famiglie e imprese. E riguarda da vicino anche noi, che della qualità dei servizi e della coesione sociale ha sempre fatto un tratto identitario.
A fine 2025 il debito italiano ha raggiunto 3.096 miliardi di euro, pari al 137,1% del PIL. Una cifra che non è solo un record statistico: è un vincolo che condiziona ogni scelta pubblica. Gli interessi pagati in un anno - 315 miliardi di euro - superano la spesa per la scuola e per i trasporti, e sfiorano quella sanitaria. Prima di discutere di investimenti, di welfare, di contratti, lo Stato deve pagare........
