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Draghi e Stiglitz applauditi ma ignorati

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19.05.2026

I recenti interventi di due pesi massimi – Mario Draghi e il Nobel dell’economia, Joseph Stiglitz – sono ritenuti fra le più lucide analisi per definire il presente e il futuro prossimo: lo tsunami di Trump e i dilemmi europei. Per l’uomo che ha salvato l’euro, il rimedio è il «federalismo pragmatico», ossia procedere verso l’integrazione con la coalizione di volenterosi, con chi è disponibile come è avvenuto con la moneta unica. Per il Nobel, ex capo economista della Banca mondiale e severo critico del capitalismo d’assalto, lo choc traumatico viene da questa America dove «la libertà è già stata in parte persa». Ne esce per entrambi la solitudine dell’Europa come condizione esistenziale, stretta in una morsa a tenaglia fra il neo imperialismo russo e l’azione predatoria dell’egemone statunitense.

Il vecchio continente non sembra più né protetto né integrato con gli Usa, gli ex primi della classe ora in via di erosione dei principi democratici all’interno e della legalità internazionale all’esterno. «Siamo davvero soli ma insieme», avverte Draghi: «insieme» richiama l’urgenza di collaborare nei settori più sensibili (energia, difesa, high-tech, Intelligenza Artificiale). «È importante che l’Europa non capitoli, qui prosperano ancora democrazia e diritti umani», precisa Stiglitz.........

© La Provincia di Como