I miliardi dell’Europa, una lista per agire
C’è un tic nervoso che affligge da decenni la politica italiana, da destra a sinistra: la tendenza a leggere ogni responso della Commissione europea come se fossimo tifosi allo stadio o, peggio, studenti in ansia per il pagellone di fine anno. Se Bruxelles ci concede qualcosa, è un «trionfo del governo»; se ci richiama, è un «complotto dei tecnocrati». L’ultimo annuncio arrivato da Bruxelles - lo sblocco di circa 14 miliardi di flessibilità di bilancio per l’Italia, legati alla transizione energetica e alle spese di difesa - non sfugge a questa liturgia. Da Roma si levano sospiri di sollievo e dichiarazioni di soddisfazione, come quella del ministro dell’Economia Giorgetti. Ma chiunque conosca i meccanismi più o meno profondi dell’economia globale, sa che questa decisione non è né un plauso, né una punizione. È una constatazione realistica. E soprattutto, a parte i miliardi «sbloccati», è una mappa dettagliata delle nostre fragilità storiche che faremmo bene a studiare con cura, anziché festeggiare.
La verità è che dare una lettura puramente «ragionieristica» a questo accordo significa non aver capito la posta in........
