Troppi servitori fan perdere la testa
Alla fine degli anni Novanta, all’apogeo della sua carriera, quando affastellava direzioni e vendeva valanghe di copie, Vittorio Feltri ha scolpito nella pietra una riflessione spassosa e profondissima: “Un secondo dopo che vieni nominato direttore, in redazione scatta il campionato mondiale di paraculismo”.
E in effetti spesso funziona così. Non solo nei giornali, ovviamente, ma in tutti gli uffici, in tutti i posti di comando. E più sale il livello dell’incarico, più aumenta la dose di potere, più gli stipendi si colorano di smeraldi e oro zecchino, più lievitano i bonus e i benefit, più si respira l’aria rarefatta dei salotti di quelli che ce l’hanno fatta, più aumenta - a dismisura - il livello di servilismo, di zerbinismo, di sguatterismo, di leccapiedismo, della corte dei miracoli che circonda il “capo”. I cherubini. I serafini. I pretoriani. Il cerchio magico. La bolla. La “famiglia”. I cavalieri serventi. I maggiordomi. I cicisbei di corte e, sempre di corte, i pagliacci e via così. Poi ci sono anche le persone libere e serie, naturalmente, ma rappresentano una minoranza.
E a chi capita la ventura di detenere un potere, grande o piccolo che sia - vuoi conoscere veramente un uomo? dagli un grande potere - questa dinamica fa sorridere, perché, in fondo, vedi quello che sono per davvero gli esseri umani e cosa sono disposti a fare pur di raccattare qualche parva briciola che casca dalla tavola imbandita di chi comanda. Però molto spesso, in modo sinuoso e avvolgente, fa pure piacere.........
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