menu_open Columnists
We use cookies to provide some features and experiences in QOSHE

More information  .  Close

I palazzi di milano e il circo dei media

9 0
25.08.2025

Il grattacielaro è la nuova figura letteraria per la quale va pazzo il giornalismo italiano, rivisitazione quattropuntozero del vecchio caro palazzinaro, quello che ha fatto la fortuna delle grandi inchieste e del grande cinema dagli anni Sessanta e Settanta.

Si vive di ricordi, signora mia, e quanto ci piacerebbe che tornassero i tempi della “Speculazione edilizia” di Calvino, delle “Mani sulla città” di Rosi, della Vigevano del “fare soldi, per fare soldi, per fare soldi” del mitologico Giorgio Bocca eccetera eccetera. Ed è così, infatti, è ancora così, perché è sempre stato così e così sempre sarà, ma ci pensiamo noi, noi dell’informazione libera, democratica e soprattutto antifascista - che non c’entra niente, ma un “antifascista” spruzzato qua e là fa sempre la sua marcia figura - che siamo il Bene che combatte il Male, a inchiestare, a investigare, a scoperchiare, a denunciare, a condannare. E quindi giù le zampe dalla capitale morale del paese, perché ci pensiamo noi, noi eroi senza macchia e senza paura, noi senza padroni e senza padrini, a difenderla dalle grinfie dei politicanti e dei grattacielari (da strepitoso neologismo di Giuliano Ferrara) di cui sopra, appunto. Da ammazzarsi dalle risate.

Un mesetto fa, allo scoppio dell’inchiesta sull’urbanistica a Milano, con relativo arresto del Cinghialone Manfredi Catella e di altri imprenditori, manager e amministratori e avviso di garanzia al sindaco, ci si era permessi di diffidare almeno un filino dell’impianto filosofico-moralistico-pedagogico su cui si basava l’impianto........

© La Provincia di Como