Scommesse sulle guerre, l’ultima deriva
Durante l’incontro con la redazione del Tg2 in Vaticano, in occasione del 50° di fondazione della testata, Papa Leone XIV ha rivolto un invito: «Tocca a voi mostrare le sofferenze che la guerra porta sempre alle popolazioni; mostrare il volto della guerra e raccontarla con gli occhi delle vittime per non trasformarla in un videogame». L’appello era rivolto ai giornalisti del telegiornale pubblico ma vale per tutti i cronisti e più in generale per chi è chiamato a parlare della guerra, la pratica di violenza più vasta e profonda esercitata sull’umanità. Nei talk show dedicati ai conflitti manca spesso il senso del tragico da parte di «esperti» che argomentano sulle tragedie in modo asettico quando non irrisorio. In quei programmi che intossicano il dibattito pubblico è poi rarissima proprio la voce delle vittime, che pure avrebbero qualcosa da dire, essendo pur sempre fonti primarie degli avvenimenti criminali che subiscono.
È una deriva in corso da tempo ma un contributo ad aggravare la piaga è arrivato da Donald........
