Emma Bonino, minuta e indomabile in difesa dei diritti
A differenza di Marco Pannella, il suo fratello-avversario, Emma Bonino non credeva solo alla testimonianza “gandhiana” dei digiuni e delle marce per affermare le proprie ragioni, ma scommetteva anche sulla sfida del governo che infatti, a differenza di Pannella, la trovò impegnata come ministro e come commissario europeo oltre che come vicepresidente del Senato.
È per questa ragione che Bonino non aveva la reputazione da “scapigliata” un po’ come tutti i radicali, irregolari e imprevedibili, ma era una autorevole personalità istituzionale, a Roma come a Bruxelles. Tanto è vero che la sua candidatura al Quirinale, più volte affacciatasi, non andò a buon fine per le diverse tattiche dei partiti ma da tutti era considerata assolutamente credibile.
C’era una dirittura morale, nella sua traiettoria umana e politica, che imponeva il rispetto anche di chi non condivideva alcune delle sue battaglie........
