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Concordia, quella parola dimenticata

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27.08.2026

«Nella concordia anche le piccole cose crescono, nella discordia anche le grandi si dissolvono». Se il celebre storico latino Sallustio ne scrisse nel I secolo avanti Cristo, significa che già a quei tempi il tema era tuttaltro che irrilevante, tanto più che proprio al suo graduale venir meno tra la nobiltà romana, lo scrittore amico di Giulio Cesare attribuisce l’origine della crisi che poi investì l’Urbe e la sua Repubblica.

L’urgenza di «custodire la comunità nella concordia» non è dunque un’invenzione moderna, ma una necessità che ogni collettività «sente» da sempre, o comunque da quando nelle nostre società, con il passare del tempo, si è progressivamente acuito un senso di sfiducia, di insicurezza e di aggressività nei confronti del prossimo, dal vicino di casa allo Stato vicino. Eppure oggi la parola «concordia» non appare da nessuna parte, né in forma scritta né in quella parlata. Sembra debole, desueta, fuori dal tempo, per certi versi persino ingenua. E come potrebbe essere diversamente in questi tempi? Tra le nostre strade, tra le strade del mondo, viviamo una stagione storica, politica e sociale che esalta il conflitto, enfatizza la contrapposizione, nobilita l’indignazione ideologica, indipendentemente dalle vere questioni in campo e dai valori che le sottendono. Della concordia nessuno sente la mancanza, quando invece è proprio la cosa di........

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