menu_open Columnists
We use cookies to provide some features and experiences in QOSHE

More information  .  Close

A Ferrara due giorni nel segno di Bassani, la figlia: «È più amato che mai»

11 0
03.03.2026

A Ferrara due giorni nel segno di Bassani, la figlia: «È più amato che mai»

Mercoledì e giovedì un convegno per i 110 anni dalla sua nascita

Ferrara Sono passati dieci anni esatti dal centenario della nascita di Giorgio Bassani. Nel 2016, dopo l’istituzione del comitato per le celebrazioni dell’intellettuale ferrarese e della sua opera, grazie alla volontà dei figli Paola ed Enrico, è cominciata una serie di manifestazioni e di convegni che prosegue tutt’oggi. Domani e giovedì, il Consorzio di Bonifica Pianura ospiterà a palazzo Naselli Crispi, in via Borgo dei Leoni a Ferrara, un convegno internazionale per scoprire alcuni punti di vista inediti su Bassani, tra carteggi, scambi e influenze, accogliendo accademici e saggisti da tutta Europa. I centodieci sono il bilancio dell’ultimo decennio. Dico bene, professoressa Bassani? «Un bilancio assolutamente in positivo, come dimostra il convegno stesso, ma anche il coinvolgimento costante delle scuole ferraresi. Da ormai quattro anni, continua la collaborazione con il liceo “Roiti”, con i cui studenti Marcello Azzi ha allestito una bellissima mostra nel 2025. Con il liceo “Ariosto”, l’istituto frequentato da mio padre, porteremo avanti la più che ventennale Giornata Bassani, nella mattinata del 4 marzo (il suo compleanno), con le docenti Monica Giori e Micaela Rinaldi, e con l’immancabile Silvana Onofri». Perché da quando la Fondazione ha trovato sede a Casa Ariosto, nel 2018, lei ha parlato di una nuova stabilità? In che senso? «Intendevo dire che finalmente Bassani ha una casa sua, dentro le mura. Mio fratello Enrico e io, abbiamo portato lì documenti, libri, oggetti appartenuti a nostro padre: la sua scrivania, la sua macchina da scrivere, addirittura le sue pipe e le sue cravatte. La Fondazione custodisce così custodisce la sua memoria». Un luogo vivo, che ha moltissimo da dire. «Esatto, e soprattutto grazie ai suoi giovani volontari, Marcello Azzi e Francesco Franchella, lo spazio è aperto regolarmente, è conosciuto e rinomato non solo in città, dove si organizzano numerose iniziative con le scuole, ma anche “fuori le mura”. Tantissime scolaresche vengono a Ferrara appositamente per visitare il nostro museo e cercare i luoghi di Giorgio Bassani. Credo che nessuno scrittore o poeta abbia una attaccamento così forte con i luoghi fisici descritti». Invece qual è la percezione di Bassani oltre le nostre mura? «Forse è pure più apprezzato che dai ferraresi, per certi versi. Mio padre ha detto tutto della sua città, l’ha messa a nudo, mettendo nero su bianco caratteristiche e temperamenti di cui alcuni si vergognavano, o di cui avevamo timore. Lui no: ha sempre detto la verità, su sé stesso e sul suo tempo. E magari questo punge ancora. L’Italia ama Bassani, forse oggi più che mai. Credo sia necessario leggerlo per comprendere a fondo un pezzo della nostra storia». Roma è stata la sua seconda casa, dove suo padre ha concepito tutta la sua opera. «È a Roma, d’altra parte, che abbiamo tenuto il Laboratorio Bassani 7, sulla sua produzione e l’identità ebraica. E proprio adesso, in un momento storico in cui è doveroso discutere di certe ombre, di affrontarle nella loro complessità. Ecco, noi proviamo a farlo partendo dal suo sguardo». E cosa prova quando ritorna a Ferrara? Che effetto le fa? «Ogni volta è un’emozione. In ogni angolo della città vedo mio padre. Mi sembra di tornare bambina, quando i miei genitori mi portavano dalla nonna Dora, che viveva da sola nella grande casa al civico 1 di via Cisterna del Follo. Che ricordi. Con la nonna andavo in giro in bicicletta sulle mura, a fare la spesa, ma anche al cimitero… mi sembra di fare un tuffo nel passato e di poter ripercorrere l’intero corso Giovecca come fa mio padre nella poesia “Rolls Royce” e, così, di ritornare ad allora, magari trovandolo seduto in giardino a fumare la pipa». l © RIPRODUZIONE RISERVATA  


© La Nuova Ferrara