Carraro, 97 anni e lo sguardo rivolto al futuro: «L’AI serve, ma dal 2008 siamo fermi»
«Dopo anni ancora un’intervista, grazie. Combatto anche oggi i miti fasulli, contro i fantasmi della storia e del presente cercando di immaginare un futuro migliore. Non ho paura di morire, mi pare giusto così». Mario Carraro, 97 anni il 29 ottobre, che sarebbe la data del martedì nero di Wall Street, fondatore del gruppo meccanico che porta il suo nome, con l’importante filiale indiana quotata alla borsa di Mumbai, non ha mai smesso il vizio di osservare il mondo e i suoi cambiamenti. Il mondo, non il cortile di casa, perché il Gruppo, oggi guidato dal figlio Enrico, è di scala globale, con una filiale anche in Cina, e perché esercita la sua curiosità quotidianamente attraverso tutti i principali media internazionali. Carraro, con la finanziaria di famiglia, è anche azionista di questo giornale.
Lei ha parlato di fantasmi e io vorrei proporle Freud e la sindrome della rimozione: forse che per paura non stiamo discutendo di problemi troppo difficili come invecchiamento della popolazione, Ai, umanoidi, debito pubblico, migrazioni?
«Ivano Beggio, creatore della mitica Aprilia, un giorno di 30 anni fa telefonò per dirmi: tu dai troppa importanza a Internet. Intendo che dobbiamo tornare a pensare in chiave di futuro, dobbiamo considerare tutti i fattori critici e fare una sintesi nuova e un progetto Paese. Non stiamo prendendo atto del fatto che siamo immersi in un insieme di cambiamenti che rivoluzioneranno la nostra società. In politica non vedo chi se ne faccia carico. Non possediamo la cultura, per esempio, per capire che gli umanoidi sono alla porta. Dobbiamo interpretare la nostra cultura millenaria alla luce delle sfide che ci aspettano».
Ma lei usa l’intelligenza artificiale e che giudizio ne propone?
«La tecnologia è un fattore di cambiamento indispensabile e con cui sarebbe grave non fare i conti. Negli anni’90, dopo una visita in Giappone, ho portato in azienda la Qualità Totale e nel 1999, in riunioni con dirigenti e fornitori, ho portato all’interesse e all’impegno il mondo che si stava presentando con la diffusione di Internet. Oggi trovo indispensabile il ricorso all’intelligenza artificiale, che uso per informazioni complesse. Alla mia età è anche un buon supporto alla memoria. È destinata a diventare pervasiva e strutturale nello sviluppo della nostra società, anche come supporto nella fisica dei quanti. L’AI è indispensabile all’allargamento della nostra conoscenza. Il suo........
