Dazi, calo dei consumi e clima: frenata dell’export, ecco le sfide al mondo del vino
Impatto dei dazi americani, frenata dell’export causa guerra in Medio Oriente, calo dei consumi, nuove tendenze che privilegiano i no alcol, cambiamento climatico. Si accumulano i problemi per il settore del vino che nel Nord Est - secondo le stime di Adacta - vale 7,4 miliardi di euro (trainato dal fenomeno Prosecco), ovvero il 9,6% dell’intero giro d’affari mondiale, che arriva a 77 miliardi l’anno.
E centinaia di operatori veneti, friulani, trentini e altoatesini si apprestano a vivere l’edizione 2026 di Vinitaly con una certa apprensione.
Perché se la qualità di bianchi, rossi e spumanti è sempre più elevata ed è riconosciuta da esperti e wine lovers di tutto il mondo, sembra che da sola non basti più per vendere e avere dei margini che consentano alle cantine di investire e guardare al futuro con una certa tranquillità.
Come uscire dall’impasse? Nessuno ha la sfera di cristallo.
Le tensioni geopolitiche vecchie e nuove incidono eccome soprattutto sulla fiducia dei consumatori. Il mercato italiano è da tempo fermo, i giovani sono meno inclini di un tempo ad avvicinarsi a un Amarone piuttosto che a un Collio bianco.
«Il mercato del vino sta........
