La moschea agita la politica veneziana: comunità islamica pronta a manifestare
La decisione di Fratelli d’Italia di escludere Prince Howlader, portavoce dei bengalesi, dalla candidatura in vista delle amministrative sulla scorta della contrarietà del Carroccio alla moschea di via Giustizia, sta suscitando reazioni sia della politica che del mondo civile. Nel frattempo la comunità sta organizzando una grande manifestazione.
«Se hanno i permessi in ordine, se la sovrintendenza dà l’ok al progetto e se non costa un euro al comune, la comunità islamica realizzerà la sua moschea, nessuno può opporsi, e penso che saranno d’accordo tutti con me, dal sindaco al vescovo». Taglia corto il filosofo e due volte sindaco, Massimo Cacciari, che entra nel merito della polemica che si è scatenata sulla scorta della volontà della comunità bengalese, di realizzare un grande luogo di culto in via Giustizia, recuperando l’ex segheria Rosso e liberandola dai rovi e dalle siringhe.
Sui blitz e gli show dei politici di turno (prima l’europarlamentare della Lega Anna Maria Cisint e poi gli attivisti di Forza Nuova) entra a gamba tesa: «Le persone senza senno ci saranno sempre, come a suo tempo c’era chi voleva che i sinti di via Vallenari rimanessero a dormire sotto alle tende».
Irrilevante, per Cacciari, dove si trovi, se a Venezia, a Mestre o a Marghera, basta che rispetti la norma e le leggi. Per Cacciari, è lapalissiano. «Se hanno tutto in regola, rispettano le concessioni, hanno chiesto i permessi e non domandano una lira al pubblico, manco se ne deve discutere, si fanno la loro moschea e basta. Sono convinto che questa posizione sia quella di tutti i rappresentanti seri delle diverse comunità religiose, dal rabbino al patriarcato. Mi rifiuto di pensare che ci sia qualcuno di contrario. Parlo persino a nome degli ex patriarchi e del cardinal Angelo Scola, di cui sono amico. Chi si oppone ha la testa sbagliata».
Giusto, dunque, per il filosofo, che la comunità islamica vada per la sua strada e continui a portare avanti l’operazione, nell’ambito della legalità.
A tornare sulla scelta di Fratelli d’Italia di non candidare alle comunali di Venezia Prince Howlader, il portavoce della comunità e presidente di Giovani per l’Umanità, che è anche nel direttivo di Fratelli d’Italia cittadino, è il candidato sindaco Giovanni Andrea Martini: «Howlader non sarà più candidato da Fratelli d’Italia dopo che ha difeso la costruzione della moschea a Mestre, moschea a cui FdI aveva già dato il suo ok. Poi arriva l'incursione di Forza Nuova e il partito lo toglie dalle liste.
Dunque le decisioni di Fratelli d’Italia dipendono da Forza Nuova? A me sembra davvero preoccupante, anche perché Forza Nuova non è Azione Cattolica. Ancora peggio se è una scelta presa dopo il sopralluogo della Cisint: è una gara a dimostrare chi è più razzista?».
Martini ha annunciato la presentazione di un’interrogazione, per capire se il blitz di Forza Nuova fosse o meno stato preavvisato.
Nel frattempo la comunità continua per la sua strada: sarà organizzata una grande manifestazione per chiedere giustizia e il rispetto della Costituzione, che partirà proprio dal luogo dove sarà realizzato il centro di culto islamico.
La prossima settimana, sono in programma le iftar, le cene comunitarie che si organizzano durante il Ramadan.
