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Salvini silenzia i governatori del Nord: così Meloni lo spinge verso il Viminale

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21.06.2026

Riepilogando, la situazione è questa, ci dice uno dei pezzi grossi del Carroccio sotto garanzia di anonimato: «Convocando il tavolo che si è inventato, Salvini fa sapere a tutti: “Vedete, mi occupo dei territori e in questo organismo pieno di dirigenti del Sud ci sono dentro anche Zaia e Fedriga”.

In pratica veicola il messaggio che la fronda del Nord non porta a casa niente: lui si arrocca e fa vedere che i due non hanno lo stomaco per insidiare la sua leadership».

Naturalmente, la mossa di Salvini non sposta di un millimetro la questione-chiave: il partito in caduta libera nei sondaggi e, di conseguenza, l’indebolimento del suo ruolo di Capo unico della Lega.

Il Colle e il rimpasto

Messe a fuoco le alchimie interne alla Lega, per capire cosa si muove sul fronte del governo bisogna girare il capo verso il centro dello scacchiere: dove la dominatrice assoluta, Giorgia Meloni, a sentire le ultime, starebbe valutando la mossa anti-Vannacci.

Cedere al pressing e sostituire un Matteo con l’altro, facendo salire Salvini al Viminale al posto di Piantedosi, con un duplice intento: blindare il segretario più vacillante della sua maggioranza proteggendolo da quella sanguisuga di Vannacci; e rilanciare i successi sulla sicurezza con una voce più tonante di quella del tecnico Piantedosi.

Salvini è ben rodato su questo versante, è capace di fare propaganda........

© La Nuova di Venezia