Pane artigianale a rischio rincari, l’incognita bollette spaventa i fornai: “Siamo al limite, servono aiuti subito”
I rincari di materie prime ed energia elettrica pesano sui panificatori (foto d’archivio)
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Pistoia, 12 marzo 2026 – “Se il prezzo dell’energia continuerà a crescere a causa del conflitto in Medio Oriente non riusciremo a resistere a lungo”. Lo dicono i panificatori di Assipan Confcommercio, fortemente preoccupati dalla congiuntura in corso. “Come presidente interprovinciale – commenta Alessandro Cioni – desidero esprimere la forte preoccupazione dei panificatori del nostro territorio per l’attuale andamento dei costi energetici. Il settore della panificazione è tra quelli più esposti all’aumento dei prezzi dell’energia elettrica e del gas. I nostri laboratori lavorano molte ore al giorno, con forni, impastatrici, celle di lievitazione e altre attrezzature che richiedono un consumo energetico costante. In questo momento di grande incertezza internazionale, aggravata dai conflitti in corso e dalle tensioni sui mercati dell’energia, il rischio è che i costi tornino a crescere in maniera significativa, mettendo in difficoltà tante piccole e medie imprese artigiane”.
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Le difficoltà attuali, peraltro, si sommano a quelle attraversate di recente: “I panificatori hanno già affrontato negli ultimi anni aumenti molto pesanti, cercando comunque di mantenere prezzi accessibili per le famiglie e di garantire un prodotto essenziale come il pane. Tuttavia, la capacità delle imprese di assorbire ulteriori rincari è ormai al limite. Per questo chiediamo attenzione e interventi concreti sia alle istituzioni locali che al Governo nazionale. Servono misure di sostegno per le imprese energivore come i panifici, strumenti che aiutino a stabilizzare i costi dell’energia, incentivi per investimenti in efficienza energetica e tecnologie più sostenibili”.
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Difendere la rete dei panifici artigiani - conclude Cioni - significa difendere “un presidio economico e sociale fondamentale per i nostri territori, fatto di lavoro, tradizione e servizio quotidiano alle comunità. Ci auguriamo quindi che la voce del nostro settore venga ascoltata e che si possano attivare al più presto politiche in grado di garantire stabilità e prospettive alle imprese”.
Sulla stessa lunghezza d’onda il vicepresidente di Assipan Confcommercio a Pistoia, Stefano Coppini: “In questo periodo di grande instabilità internazionale – commenta – anche il nostro settore vive una fase di attenzione e di incertezza. Nel mio caso, come piccolo panificio con produzione e vendita diretta, negli ultimi mesi ho visto soprattutto un aumento per le materie prime. Già da circa un anno i costi di ingredienti, come farine e altri prodotti necessari alla produzione, sono cresciuti in modo sensibile. Per quanto riguarda energia elettrica e gas, al momento la situazione è ancora abbastanza stabile rispetto ad altri periodi, ma le previsioni parlano di possibili aumenti nei prossimi mesi. Se questo dovesse accadere, anche i costi di produzione salirebbero ulteriormente”.
Il problema principale per i piccoli artigiani, aggiunge Coppini è che “ogni aumento si riflette, prima o poi, sul prezzo finale del prodotto. Tuttavia, non è semplice aumentare i prezzi con frequenza, né è facile spiegarlo ai clienti. Molte persone tendono a pensare che il costo del pane o dei prodotti da forno dipenda quasi esclusivamente dal prezzo della farina, ma in realtà ci sono molte altre voci che incidono: energia, gas, trasporti, carburanti e gestione dell’attività”. Per il momento, conclude, “stiamo cercando di mantenere i prezzi attuali dei nostri prodotti, ma è difficile dire fino a quando sarà possibile farlo. Come molti altri artigiani, cerchiamo di resistere e di continuare a offrire qualità ai nostri clienti. Il lavoro artigianale ha anche questo valore: il rapporto diretto con le persone. Chi entra in negozio non è solo un cliente, ma spesso una persona con cui negli anni si crea un rapporto di fiducia. Ma è anche un lavoro fatto di notti, sacrifici e impegno costante”.
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