“Sono stato con lui fino alla fine”. Alfredo, morto in bici sotto al camion. Lo stop al semaforo, poi la caduta
Alfredo Ceccarelli, 78 anni, vittima dell'incidente sul viale Gramsci a Firenze
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Firenze, 18 marzo 2026 – Il ritrovo con gli amici del gruppo dei cicloamatori era alle 10.30 in via Aretina. Sarebbero arrivati alla Rufina, avrebbero preso un caffé e sarebbero tornati indietro. Chilometri da macinare spensierati, allenando la gamba e chiacchierando lungo il percorso. Ma ieri mattina, Alfredo Ceccarelli, 78 anni, di solito puntualissimo, all’appuntamento con gli amici della bicicletta da corsa non è potuto arrivare. Un camion l’ha schiacciato in viale Gramsci, sul tragitto che dalla sua abitazione, in viale Lavagnini, lo avrebbe portato in via Aretina. Non c’è stato niente da fare.
ll tratto di strada trafficato, i cantieri per la tramvia
Quel tratto di strada è particolarmente trafficato e intasato negli orari di punta, a maggior ragione con i cantieri per la tramvia che occupano entrambi i lati. La pista ciclabile che costeggia la strada resiste, ma è mangiata per metà dai lavori. Una pattuglia dei vigili urbani era proprio lì, all’incrocio con via Leopardi, a cercare di fare ordine nel caos del mattino.
La bici e il camion fermi al semaforo
Ceccarelli era fermo tra le auto in coda al semaforo, con il muso della sua bici da corsa nera e arancione in direzione di piazza Beccaria. Accanto a lui, il camion di una ditta che si occupa di trasporto materiale per conto di terzi - che nulla ha a che fare con i cantieri della tramvia, come viene specificato in una nota del Comune - guidato da un operaio di 30 anni. In quel momento il mezzo pare fosse vuoto.
L’ipotesi: scivolato sul pedale, poi la caduta sull’asfalto
La tragedia si è consumata allo scattare del verde. La dinamica dell’incidente è ancora al vaglio della Municipale, che avrebbe recuperato le immagini delle telecamere che si trovano dall’altra parte della strada, all’ingresso dell’albergo, e che potrebbero aver ripreso tutto.
Secondo una prima ricostruzione il 78enne, nel ripartire in sella, sarebbe scivolato con il piede da un pedale perdendo l’equilibrio e cadendo sull’asfalto. È finito sotto il camion che, nel frattempo, si era rimesso in moto. Una manciata di secondi per lui fatali. Quando l’autista se n’è reso conto, era ormai troppo tardi. Alle urla dei passanti il tempo si è come fermato: le auto e i pedoni sono rimaste pietrificate, le ruspe si sono bloccate e gli operai al lavoro hanno fatto cadere a terra gli attrezzi.
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L’uomo che l'ha soccorso
È stato uno di loro a soccorrere per prima Ceccarelli. “Non ho visto l’impatto, ma quando ho sentito le urla mi sono girato e l’ho visto lì - racconta Giuseppe Nuzzo ancora provato -. Non ci ho pensato due volte, mi sono lanciato verso di lui nel tentativo di liberarlo. Era molto sofferente. Sono stato con lui fino a che non è arrivata l’ambulanza, gli facevo domande per tenerlo cosciente. Non sono riuscito a trattenere le lacrime”.
Il decesso in ambulanza
A chiamare i soccorsi sono stati i due vigili urbani che in quel momento erano in servizio a pochi metri di distanza. Le condizioni del 78enne, però, erano talmente critiche che i tentativi di rianimarlo si sono rivelate vane. È morto a bordo dell’ambulanza, ferma, a sirene spente sul ciglio della strada. L’autista del camion, ancora sotto shock, è stato portato in ospedale per gli accertamenti del caso.
Sul posto è arrivato il suo datore di lavoro, chiamato a recuperare il mezzo, ora posto sotto sequestro. “Siamo senza parole - dice il titolare con lo sguardo fisso sul camion, circondato dai vigili durante i rilievi -. L’autista è sconvolto”.
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Il cordoglio in città
Grande il cordoglio in città. Ceccarelli, professionista stimato (era un commercialista), lascia la moglie e due figli. Amava la caccia ma soprattutto la bicicletta. “Per me era come uno di famiglia - il ricordo dell’ex campione di ciclismo Roberto Poggiali -, ci sentivamo non solo per gli auguri, anche per l’onomastico. Facevamo parte di un gruppo di cicloamatori che si ritrovava anche l’estate in Versilia. Tanti amici lo stanno piangendo”.
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