La corsa a sindaca di Stefania Papa: "Punto agli elettori delusi dalla sinistra"
Stefania Papa, candidata del centrodestra alle comunali
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Guidare il centrodestra per le prossime amministrative a ‘Sestograd’. Impresa difficile quella accettata da Stefania Papa sostenuta, per le elezioni di maggio, da Fratelli d’Italia, Forza Italia, Udc e Noi Moderati. Resta fuori ad oggi, almeno in maniera ufficiale, la Lega, tra lo stupore generale.
Papa, perché la Lega non la sostiene?"Il motivo dovrebbe essere chiesto alla Lega ma, da colloqui recenti, so che la riorganizzazione del partito dopo l’uscita dell’ex capogruppo Daniele Brunori, richiede tempo. Dobbiamo attendere per sapere se metterà il logo o meno. Il centrodestra è unito, anche se ancora non si sono espresse tutte le compagini".
Pensa che la lista civica di Brunori possa portarvi via voti? "Non credo assolutamente. La lista di Brunori non ha niente a che fare con il centrodestra e il centrodestra ha una posizione solida su Sesto. Il mio obiettivo è quello di riportare a votare persone che non si ritrovano nella sinistra e che magari non vanno alle urne da anni, e di ripetere o superare l’affluenza del referendum a Sesto".
Quali sono le priorità del suo programma elettorale?"Al primo posto c’è economia e lavoro. Se vogliamo di più per Sesto dobbiamo pensare che il cuore pulsante deve essere l’impresa, la professione esercitata, l’idea che i giovani si formino magari con la bella realtà del polo scientifico universitario, ma poi possano concretizzare quanto hanno appreso. Poi ambiente e gestione dei rifiuti con la necessità, fra l’altro, di offrire nuove modalità di raccolta per le imprese e attività anche del centro cittadino. E ancora sociale, cultura e sport vissute come un principio di salute e benessere con un grande investimento in prevenzione, anche con nuovi sportelli di ascolto e servizio aperti per l’utenza. Quarto punto quello dell’urbanistica e infrastrutture. E ultimo e fondamentale aspetto quello della sicurezza declinata a 360 gradi: telecamere e maggiore illuminazione di luoghi molto frequentati dai giovani come i parchi".
Sesto Fiorentino è da sempre considerato il fortino rosso: lei pensa sia espugnabile?"Io penso di sì, non tanto come una lotta fine a sé stessa ma che sia espugnabile come concetto ideologico. Credo molto nell’esposizione della politica libera: se sono di centrodestra devo poter esprimere il mio pensiero e reputo che oggi a Sesto questa comunicazione sia scarsa anche perché fino ad oggi l’unica comunicazione è stata di sinistra. L’alternanza, però, è il sale della democrazia e il fatto che si possa pensare a un centrodestra forte può far scaturire progressivamente sviluppi diversi sul territorio sestese".
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