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Maati, ucciso fuori dalla discoteca. Il testimone e la frase choc sul bus: “Il killer ha urlato: ti buco tutto”

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14.04.2026

Maati Moubakir, il 17enne di Certaldo barbaramente assassinato a coltellate all’alba del 29 dicembre del 2024

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Firenze, 14 aprile 2026 – “È salito sul bus, in mano aveva un coltello, Maati chiedeva aiuto, l’altro ha detto: ’Ora ti buco tutto’, poi sono partite le coltellata”. A queste parole, nell’aula bunker di Santa Verdiana, è calato il silenzio. Nessuno, neanche il pm e gli investigatori, aveva mai sentito questo dettaglio cruento della vicenda di Maati Moubakir, il 17enne di Certaldo barbaramente assassinato a coltellate, dopo essere stato pestato, all’alba del 29 dicembre del 2024, fuori da una discoteca di Campi Bisenzio.

A pronunciarle un ragazzino ancora minorenne, presente quella tragica notte a bordo del mezzo dove Maati avrebbe ricevuto i fendenti letali prima di crollare a terra senza vita. “È una di quelle cose che non si dimenticano – spiega ancora il teste, protetto da un paravento –, ricordo bene anche le macchie di sangue a terra e la vittima che cercava di far capire che lui con quella non c’entrava nulla”.

In compagnia dei loro avvocati, in aula ci sono tutti e cinque gli imputati accusati di omicidio volontario aggravato dall’aver agito per futili motivi e con crudeltà: Francesco Pratesi, 20 anni, Denis Mehmeti, 21, Diego Voza, 19, Denis Alexander Ekani Effa, 21, Ismail Arouizi, 23 anni. Tutti e cinque rischiano l’ergastolo. Durante l’udienza sono poi state sottoposto al giovane un serie di foto scattate dalle videocamere interne al mezzo pubblico. Oltre al testimone, vengono immortalati altri giovani – l’abbigliamento è quello classico dei ’maranza’, con bomber e cappellino con visiera –: uno di loro ha in mano un trincetto. E i loro nomi passano di bocca in bocca tra i testimoni che si danno il cambio nel corso delle udienze. Al momento, però, assodata la loro partecipazione alla serata, non emergerebbero riscontri di natura investigativa a loro carico.

Chi invece ha complicato non poco la situazione di uno degli imputati, Diego Voza, è la ex fidanzata. La ragazza, minorenne, ha parlato dei giorni che hanno seguito l’omicidio: “La mattina dopo la discoteca – spiega – ci siamo rimessi insieme, poi per capodanno siamo andati in una casa a Montecatini (in compagnia di un altro imputato e la sua compagna ndr). Lui è un tipo molto introverso, però mi ha confessato che aveva preso parte alla rissa, era andato lì con un altro ragazzo perché due sue amiche li avevano chiamati chiedendogli aiuto. Mi ha detto che la situazione gli era sfuggita di mano, ma che le coltellate le aveva date un altro, non lui, ovvero Pratesi. Spesso scoppiava a piangere, ero con lui quando sono entrati i carabinieri in casa. Ora ci siamo lasciati”.

Cruciale sarà anche la prossima udienza. A testimoniare, secondo quanto trapela, sarà uno degli amici degli imputati, proprietario dell’abitazione nelle quale alcuni di essi si sarebbero recati per ripulire i coltelli insanguinati dopo l’aggressione mortale fuori dalla discoteca.

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