Gabriele ucciso a coltellate, chi è la vittima del delitto di Rifredi. La lite, la corsa in casa e l’ombra della droga
Gabriele Citrano è la vittima del delitto di Firenze. Aveva 33 anni e viveva a Pisa
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Firenze, 28 febbraio 2026 – L’incontro davanti alla stazione di Rifredi, poi la lite, l’inseguimento passando per via dello Steccuto, e infine l’accoltellamento mortale in un appartamento di via Reginaldo Giuliani. La vittima si chiama Gabriele Citrano, 33 anni, originario di Palermo ma residente a Pisa, dove lavorava come designer di cucine per una multinazionale. Secondo quanto ricostruito, tutto avrebbe avuto inizio intorno alle 3 di notte: tre uomini si ritrovano davanti all’ingresso dello scalo ferroviario. Tra loro ci sarebbe anche la vittima. Non si sa con certezza se avessero fissato un appuntamento. Parcheggiata davanti alla fermata del bus nei pressi della stazione, la mattina di ieri, è stata ritrovata la sua auto, una Opel Corsa grigio metallizzato.
La lite ripresa dalle telecamere
La zona è tappezzata di telecamere di videosorveglianza: nelle immagini, acquisite dai carabinieri del nucleo operativo, si vedrebbe i tre discutere animatamente. Di lì a poco la situazione degenera, spuntano lame e bastoni. È un due contro uno: dopo un primo parapiglia in strada, l’uomo fugge imboccando l’adiacente via dello Steccuto. La percorre tutta e si ritrova in via Reginaldo Giuliani, a quell’ora deserta. Continua a correre, fino al civico 101. Lì riesce a rifugiarsi da un suo conoscente. Poco dopo però anche gli inseguitori sarebbero riusciti a introdursi all’interno dell’edificio e poi in casa. Nel frattempo arrivano le prime richieste di aiuto al 112 Nue.
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Il mistero dentro casa
Ciò che avviene tra le quattro mura è ancora un mistero. All’interno ci sarebbero state altre due persone: una di loro è l’affittuario. Stando a quanto trapela da fonti investigative, la discussione sarebbe degenerata ulteriormente. I tre riprendono ciò che avevano iniziato per strada. Le grida riempiono l’androne della palazzina a due piani, i residenti dei condomini vicini parlano di rumori sordi come di corpi in lotta. Dall’edificio esce in strada un uomo sotto choc. Passano pochi minuti e una pattuglia dei carabinieri, che si trovava in zona, piomba sul posto. Identifica l’uomo: un cittadino romeno di 40 anni, che sarebbe l’inquilino dell’appartamento. Attirati dalle urla, si precipitano dentro e si ritrovano catapultati in una scena agghiacciante. I militari sarebbero intervenuti proprio nelle fasi finali dell’aggressione. C’è molto sangue, a terra tre corpi: uno è quello di Citrano, senza vita.
Numerose ferite da arma da taglio
Sulla vittima sono state rinvenute numerose ferite da arma da taglio. In due invece sono rimasti feriti nella colluttazione e sono stati successivamente trasportati a Careggi, per poi essere dimessi qualche ore dopo. Da confermare anche chi abbia inferto il colpo mortale alla vittima. Sul luogo del delitto sono intervenuti i mezzi del 118, i carabinieri del nucleo operativo e della scientifica, il pm di turno, Andrea Cusani, e il medico legale. Sul corpo è stata disposta l’autopsia. La procura intanto ha aperto un fascicolo d’inchiesta per omicidio. Sotto sequestro sarebbero finite anche due mazze da baseball, alcuni coltelli da cucina e la macchina del 33enne. All’interno dell’abitazione sarebbe stata trovata diversa droga, che almeno due dei soggetti coinvolti nella vicenda avrebbero assunto nell’arco della serata.
Ascoltati numerosi testimoni
Gli investigatori avrebbero ascoltato alcuni testimoni e starebbero passando al setaccio i telefono dei coinvolti. Massimo riserbo da parte degli inquirenti, nessuna pista viene esclusa. Potrebbe trattarsi di un regolamento di conti o una spedizione punitiva per questioni legate alla droga. Alcuni di loro hanno dei precedenti in materia di stupefacenti. Cosa ha fatto da detonatore all’aggressione? Cosa ci facevano a Rifredi? Che collegamento c’è tra i soggetti coinvolti? Punti che rimangono per il momento ancora da chiarire: il gruppetto è composto prevalentemente da italiani, provenienti da varie città della Toscana. Oscure rimangono le ragione e la natura del loro incontro (almeno due dei coinvolti sembra comunque che si conoscessero).
Citrano si era laureato in disegno industriale a Palermo nel 2018, per poi trasferirsi a Torino. Nel 2020 aveva trovato lavoro in una multinazionale a Pisa: prima come commesso, poi come addetto alle vendite e infine come progettista delle cucine. Aveva un fratello. Chi lo conosce, lo descrive come una persona perbene.
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