Fondazione teatro, la svolta: ritirato il ricorso al Tar, nasce una nuova scuola
Il Teatro Era (foto Bongianni/Germogli)
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Pontedera, 25 marzo 2026 – Colpo di scena, non poteva essere altrimenti visto il soggetto protagonista del braccio di ferro, per la Fondazione teatro della Toscana: sì alla scuola popolare di drammaturgia. Stop al ricorso al tar. La Fondazione in cui è incluso anche il Teatro Era, ha ottenuto il sostegno del Ministero della Cultura al progetto speciale sulla Scuola popolare di drammaturgia e sceglie la via della risoluzione delle controversie amministrative.
Finisce così il duello che aveva visto la fondazione, con baricentro a Firenze, vedersi sfilare il titolo “nazionale“ che nei mesi scorsi aveva acceso un aspro dibattito che aveva anche coinvolto le forze politiche. Ma ora è arrivato il momento della pace con un accordo che sembra accontentare tutti. La Fondazione Teatro della Toscana ha ricevuto la buona notizia da Roma della “positiva valutazione sul progetto speciale Scuola popolare di drammaturgia. L’iniziativa, ideata da Stefano Massini che ne dirigerà indirizzi e attività, trae fondamento dall’esperienza estremamente positiva della Scuola popolare di scrittura, che nel 2025 ha evidenziato una domanda ampia e trasversale di ascolto e confronto, portando nei teatri migliaia di partecipanti e costituendo la prima tappa di un percorso che darà al Teatro della Toscana una missione specifica e peculiare sotto la direzione artistica di Massini stesso”, annuncia la Fondazione.
La condivisione da parte dei soci della Fondazione (Comune di Firenze, Regione Toscana, Città
Metropolitana di Firenze, Comune di Pontedera e Fondazione CR Firenze), rispetto al riconoscimento del Ministero della Cultura, “assume il valore di un gesto di responsabilità volto a consolidare le condizioni di stabilità e sviluppo del prestigioso progetto artistico e culturale del Teatro della Toscana considerato da tutti una indiscussa eccellenza nel panorama nazionale e internazionale”.
La Fondazione ha quindi ritirato il ricorso che vedeva contrapposti da mesi il ministero della cultura e iI Cda della Fondazione “per non influire negativamente sul sistema teatrale nazionale e per non costringere ulteriormente la struttura in un clima di incertezza. Questo clima di distensione è stato voluto e perseguito dalle parti, al fine di consentire a un’istituzione così rilevante come la Fondazione Teatro della Toscana di concentrare le proprie forze sul mantenimento, la valorizzazione e il rilancio di un’attività sempre più attenta al presente e rivolta al futuro”. “Non immaginate una scuola con pochi allievi selezionati e docenti che facciano lezione in qualche aula staccata dalla realtà per preparare qualcuno a inviare testi ai premi di drammaturgia. Niente di tutto questo. Parliamo di un insieme di iniziative articolate e di ricaduta su tutto il pubblico, così come fu evidente già nei primi appuntamenti della Scuola popolare di scrittura nel 2025, rivolta non a caso a tutti senza requisiti”, sottolinea Stefano Massini, direttore artistico del Teatro della Toscana. Ora il Teatro Era può guardare il futuro con più serenità.
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