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Organici insufficienti. Mancano medici di base. Molti cittadini sono senza copertura

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14.04.2026

Grosseto, 13 aprile 2026 – A Grosseto, città di circa 80mila abitanti, emerge con forza il problema della carenza di medici di medicina generale. Da alcuni giorni, infatti, una parte dei cittadini si trova nell’impossibilità di scegliere il proprio medico di famiglia, con evidenti ripercussioni sull’accesso all’assistenza sanitaria di base. La situazione è il risultato di un saldo negativo registrato a partire dal 1° aprile: sei medici hanno cessato l’attività, a fronte dell’ingresso di cinque nuovi professionisti. Un equilibrio già fragile che rischia di peggiorare ulteriormente entro la fine del mese, quando sono previste altre due uscite.

La consultazione dell’Asl e le criticità del servizio

Fino a ieri, consultando il portale dell’Asl, non risultavano medici disponibili sul territorio per nuove assegnazioni. Attualmente, nel capoluogo maremmano operano complessivamente una cinquantina di medici di base. Il nodo principale, però, riguarda le modalità con cui si è arrivati a questa situazione. I sei medici che hanno lasciato l’attività a inizio mese – secondo quanto emerge – sarebbero stati disponibili a proseguire ancora per qualche tempo, accompagnando gradualmente il passaggio ai nuovi ingressi, ma a metà marzo, invece, è arrivata la comunicazione da parte della Asl che con la fine del mese avrebbero dovuto cessare il servizio.

Le conseguenze sul sistema sanitario locale

Un preavviso considerato troppo breve, che ha prodotto uno squilibrio tra numero di medici disponibili e popolazione assistita, quest’ultima costretta a correre ai ripari. Uno sbilanciamento che, al momento, può essere gestito solo con soluzioni temporanee: tra queste l’innalzamento del massimale di assistiti per ciascun medico, oggi fissato a 1.500, oppure una riorganizzazione delle ore di lavoro per garantire assistenza anche ai cittadini rimasti senza riferimento. A intervenire è la presidente dell’Ordine dei medici di Grosseto, Paola Pasqualini, che sottolinea come il ridotto preavviso abbia inciso negativamente sia sui professionisti sia sui pazienti.

Le soluzioni temporanee e le prospettive future

“Il cambio del medico di famiglia è un passaggio delicato – evidenzia – e richiede tempo e valutazioni. In questo caso è arrivato in modo improvviso”. Pasqualini conferma la presenza di uno squilibrio temporaneo, destinato – nelle previsioni – a rientrare entro qualche mese. Nel frattempo si valutano soluzioni tampone, come l’aumento del numero massimo di assistiti per medico o il ricorso a progetti organizzativi straordinari, come il progetto ’Apo’, già attivato a Follonica, e cioè i medici presenti uniscono le forze per sostituire i mancanti. Tuttavia, si tratta di misure che presentano criticità.

“Portare il massimale da 1.500 a 1.800 assistiti – spiega Pasqualini – significa aumentare il carico di lavoro dei medici, con una oggettiva difficoltà nel garantire la stessa qualità del servizio”. Da qui l’auspicio che qualsiasi intervento venga adottato solo in via temporanea. Il problema, in ogni caso, resta aperto: il turnover tra pensionamenti e nuovi ingressi continua a mettere sotto pressione il sistema della medicina territoriale. E mentre si attendono soluzioni strutturali, una parte dei cittadini grossetani resta, almeno per ora, senza medico di riferimento.

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