Elezioni a Sorano, clima rovente. Lettera anonima ’accusa’ il parroco. Ma un gruppo di fedeli si dissocia
Il palazzo comunale di Sorano, comune dove i residenti a maggio sono chiamati a eleggere il nuovo primo cittadino, ma il clima è molto ’rovente’ con lettera anonima e successiva replica firmata
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SORANOLa campagna elettorale entra nel vivo a Sorano e, come spesso accade nei piccoli centri, finisce per toccare ambiti che con la politica dovrebbero avere poco a che fare. A fine maggio i cittadini saranno chiamati alle urne per scegliere il nuovo sindaco. In corsa, al momento, ci sono Ugo Lotti, già primo cittadino la cui amministrazione è stata commissariata nei mesi scorsi, e Barbara Belcari, ex vicesindaco proprio nella giunta Lotti, dalla quale ha poi preso le distanze contribuendo alla crisi amministrativa. Ma negli ultimi giorni il confronto politico ha imboccato una strada inattesa, arrivando a lambire anche la sfera religiosa.
Una lettera anonima, firmata "I fedeli di Sorano", è stata inviata al cardinale Angelo Comastri, a monsignor Bernardino Giordano e ad alcuni parroci del territorio. Nel testo si sostiene che il parroco locale starebbe partecipando attivamente alla campagna elettorale, appoggiando una specifica lista che, secondo indiscrezioni e con tutte le cautele del caso, sarebbe quella riconducibile a Barbara Belcari (che per inciso ancora non è stata ufficializzata e presentata). Una segnalazione che invita i destinatari a intervenire per ristabilire "equità e imparzialità" nella chiesa locale.
Accuse però respinte con decisione da una parte consistente della comunità parrocchiale. Nei giorni successivi, infatti, un gruppo di fedeli della parrocchia di Sorano ha diffuso una lettera di risposta, prendendo nettamente le distanze dall’anonimo e difendendo l’operato di Don Antonio, il parroco di Sorano. Nel documento di risposta si parla apertamente di accuse "totalmente infondate, strumentali, ingiuste e intimidatorie", sottolineando come in nove anni il parroco abbia sempre svolto il proprio servizio "per tutti senza divisioni".
Non solo: i firmatari della lettera di risposta condannano con fermezza il ricorso all’anonimato, definendolo un metodo che "non ha a cuore il bene della comunità", ma che rischia invece di alimentare tensioni e divisioni in un momento già delicato. Un episodio che accende ulteriormente il clima elettorale e che riporta al centro una questione sempre attuale: il confine tra politica e vita comunitaria. Un confine che appare sempre più sottile.
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