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Caro carburanti, prime sanzioni. Il gasolio è ancora troppo salato. Multe per omissioni nei prezzi

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23.03.2026

Firenze, aumento del prezzo dei carburanti (foto Marco Mori/New Press Photo)

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Firenze, 23 marzo 2026 – Dopo quattro giorni di calo, sempre con il contagocce, il listino prezzi del gasolio è tornato a imbizzarrirsi. Il diesel resta ancora a livello record e continua a pesare sulle spalle della filiera produttiva, oltre che sui privati cittadini.

Per capirsi: se il self in alcuni impianti cittadini si è attestato sotto la soglia horror dei 2 euro al litro (il più basso ieri a Firenze era a 1,914 euro al litro) al servito i prezzi restano ancora in grado di far sbiancare. Con punte di 2,309 euro al litro. La situazione è monitorata attentamente dalle Fiamme Gialle che, stanno mettendo in atto le misure straordinarie di monitoraggio previste dal decreto legge approvato dal Consiglio dei ministri (dopo la riunione della Cabina di regia della Commissione di allerta rapida) col quale il Garante ha individuato specifici indici di anomalia tra prezzi alla pompa e quotazioni internazionali.

In poche parole: lo ’sconto’ di almeno 25 cent al litro deve essere applicato. E con i controlli sono arrivate anche le prime sanzioni in tutta la provincia di Firenze. Le sanzioni riguardano soprattutto l’omessa comunicazione al ministero delle Imprese e del Made in Italy la variazione dei prezzi dei prodotti energetici distribuiti.

La comunicazione infatti, in caso di variazioni di prezzo, deve essere tempestiva in modo da poter aggiornare il sistema pubblico di monitoraggio dei prezzi, cioè l’Osservatorio disponibile all’indirizzo web carburanti.mise.gov.it/.

Le sanzioni in questo caso sono salate e possono andare da 200 fino a 2mila euro, fino alla possibile sospensione del servizio da 1 a 30 giorni. La cifra inoltre rischia di superare i 6mila euro per chi, come i titolari di impianti pizzicati nei giorni precedenti a Viareggio e in provincia di Grosseto, non si è mai registrato al portale.

La protesta dei consumatori

I controlli delle Fiamme Gialle continueranno anche nei prossimi giorni per riscontrare anche eventuali casi di frode sui quali, il Codacons chiede di vigilare. Rispetto a 24 fa infatti l’associazione dei consumatori ha monitorato un incremento generalizzato sulla rete che ha portato il prezzo medio del gasolio a 1,976 euro al litro, mentre la benzina è salita a 1,717 euro/litro. Sulle autostrade? Peggio. Il diesel è salito a 2,045 euro al litro, mentre la verde a 1,781 euro.

“Rincari che – spiegano dall’associazione dei consumatori – che non dipendono certo dalla mancata applicazione del taglio delle accise, dal momento che solo il 2,7% degli impianti alla data di ieri non aveva adeguato i prezzi allo sconto disposto dal governo, ma sono causati dalla crescita del prezzo industriale dei carburanti, che prosegue inesorabile, e dalle forti anomalie che permangono a livello regionale nell’andamento dei listini”. La conseguenza, secondo il Codacons, è un effetto rimbalzo che rischia di rendere vano il taglio delle accise.

“Rispetto ai prezzi medi praticati il 18 marzo scorso, prima del decreto del governo – prosegue l’analisi dell’associazione – il gasolio alla pompa scende oggi (ieri ndr) solo di 12,7 centesimi di euro, a fronte di un taglio delle accise di 24,4 centesimi, la benzina cala invece di 15 centesimi. Un andamento al rialzo che rosicchia giorno dopo giorno lo sconto sulle accise, determinando un mancato risparmio da 5,85 euro su un pieno di gasolio, e che di questo passo entro pochi giorni vanificherà del tutto la riduzione della tassazione che – ricorda il Codacons – durerà solo per un periodo di 20 giorni”.

Il nodo resta proprio il diesel. A conti fatti più di 30 cent rispetto alla media dell’anno scorso, un livello superiore anche rispetto al 2022, anno dell’attacco della Russia all’Ucraina.

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