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Accoltellato a morte in ufficio. La famiglia di Lassi chiede risposte: “Vogliamo sapere tutta la verità”

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03.03.2026

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Pistoia, 3 marzo 2026 – È attesa per giovedì 5 marzo davanti al Tribunale di Livorno la decisione sui tempi dell’autopsia sul corpo di Francesco Lassi, l’agente di commercio nel settore dei gioielli e dell’oro ucciso a coltellate giovedì 26 febbraio all’interno di uno studio professionale nel centro di Livorno. La famiglia, rappresentata dall’avvocato Azzurra Tatti, rinnova la richiesta di chiarezza sulla dinamica e sui motivi dell’omicidio, mentre città e comunità pistoiese restano sotto shock per la tragedia. Lassi, 56 anni e originario di Pistoia, si trovava nello studio quando è stato accoltellato mortalmente durante un incontro di lavoro. Secondo le prime ricostruzioni investigative, tra lui e il presunto aggressore sarebbe scoppiata una lite legata alla compravendita di oro e preziosi: la discussione sarebbe degenerata fino all’aggressione, con due coltellate al torace che hanno provocato il decesso. L’uomo ritenuto responsabile del delitto, Luigi Amirante, 47 anni, è stato fermato poche ore dopo l’aggressione, mentre tentava di raggiungere il porto di Livorno. Amirante avrebbe sostenuto di aver agito per legittima difesa, ma questa versione è al vaglio della polizia e della Procura.

"Mi aspetto tempi rapidi”

“Giovedì si stabiliranno i tempi per l’autopsia. Mi aspetto che siano rapidi — spiega l’avvocato Tatti — poi il perito si prenderà i giorni necessari per formulare un esito completo. Per noi è fondamentale capire il tipo di lesioni, la loro dinamica e ogni dettaglio utile a ricostruire l’accaduto”. Al momento le informazioni ufficiali sono poche, ma la famiglia è determinata a ottenere risposte chiare e scientificamente fondate. Tatti, nel parlare del momento che sta vivendo la moglie e le due figlie adolescenti della vittima, evidenzia “un dolore lacerante, infinito, che non lascia respiro”. “Vogliamo accertare ogni elemento — aggiunge — compreso se ci sia stata una premeditazione, dato che chi ha fissato l’appuntamento avrebbe fornito anche un nome falso per presentarsi. Sono circostanze che gli inquirenti dovranno valutare con rigore”.

La tragedia che ha scosso Pistoia

La tragedia ha suscitato forte indignazione e tristezza non solo a Livorno, dove l’episodio ha scosso la comunità locale, ma anche a Pistoia, città in cui Lassi era molto conosciuto. La decisione sull’autopsia e l’avvio degli esami medico-legali rappresentano un passaggio cruciale per comprendere meglio non solo come Lassi è stato colpito, ma anche il contesto in cui si è consumata la sua morte. La famiglia, nel frattempo, continua a ricordare Lassi non solo come un professionista stimato nel suo settore, ma anche come una persona amata dalle persone che lo conoscevano. “Era una brava persona, stimata da tutti. Sabato – racconta l’avvocato Tatti – sono stata con la moglie a recuperare l’auto di Lassi nel luogo in cui era stata lasciata; tutti si sono mossi per aiutarci, con una solidarietà sincera. Questo dice molto di lui e del segno che ha lasciato”.

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