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Uffizi, cuore dell’arte mondiale: storia e capolavori senza tempo del museo più importante d’Italia

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03.04.2026

Strage di via dei Georgofili, i danni dopo la bomba,1993 (Foto archivio NewPressPhoto)

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Firenze, 3 aprile 2026 – Gli Uffizi sono uno dei musei d'arte più famosi, antichi e importanti al mondo. L'edificio fu progettato da Giorgio Vasari per conto di Cosimo I de' Medici, originariamente concepito per ospitare gli uffici ("uffizi") amministrativi e giudiziari del Granducato di Toscana. Le Gallerie comprende complessi museali: il Corridoio Vasariano, le collezioni di Palazzo Pitti e il Giardino di Boboli.

Le collezioni: pittura e scultura

La Galleria occupa interamente il primo e secondo piano del grande edificio costruito tra il 1560 e il 1580 su progetto di Giorgio Vasari: è uno dei musei più famosi al mondo per le sue straordinarie collezioni di sculture antiche e di pitture (dal Medioevo all'età moderna). Le raccolte di dipinti del Trecento e del Rinascimento contengono alcuni capolavori assoluti dell'arte di tutti i tempi: basti ricordare i nomi di Giotto, Simone Martini, Piero della Francesca, Beato Angelico, Filippo Lippi, Botticelli, Mantegna, Correggio, Leonardo, Raffaello, Michelangelo, Caravaggio, oltre a capolavori della pittura europea, soprattutto tedesca, olandese e fiamminga. Non meno importante nel panorama dell'arte italiana la collezione di statuaria e busti dell'antichità della famiglia Medici. La collezione abbellisce i corridoi della Galleria e comprende sculture romane antiche, copie da originali greci andati perduti.

Uno dei capolavori che visitatori da tutto il mondo ammirano agli Uffizi è certamente la “Nascita di Venere” di Sandro Botticelli. La composizione raffigura più precisamente l’approdo sull’isola di Cipro della dea dell’amore e della bellezza, nata dalla spuma del mare e sospinta dai venti Zefiro e, forse, Aura. La dea è in piedi sopra la valva di una conchiglia, pura e perfetta come una perla. Il tema del dipinto, che celebra Venere come simbolo di amore e bellezza, fu forse suggerito dal poeta Agnolo Poliziano. Anche la coppia dei Venti che vola abbracciata è una citazione da un’opera antica, una gemma di età ellenistica posseduta da Lorenzo il Magnifico.

Il ritratto di Eleonora di Toledo

Lo spettacolare ritratto di Eleonora di Toledo assieme al secondogenito Giovanni è uno dei massimi capolavori del Bronzino, ed è l’opera che ha contribuito a consegnare all’immaginario collettivo lo splendore della sposa di Cosimo I de’ Medici.

Michelangelo dipinse questa Sacra Famiglia per Agnolo Doni, mercante fiorentino il cui prestigioso matrimonio nel 1504 con Maddalena Strozzi avvenne in un periodo cruciale per l’arte a Firenze di inizio secolo. La compresenza in città di Leonardo, Michelangelo e Raffaello apportò uno scatto di crescita al già vivace ambiente fiorentino, che nel primo decennio del secolo visse una stagione di altissimo fervore culturale. Agnolo poté quindi celebrare le sue nobili nozze e la nascita della sua primogenita con alcune delle massime espressioni di questa eccezionale fioritura: i ritratti dei due coniugi dipinti da Raffaello, e il tondo di Michelangelo, che è l’unico dipinto certo su tavola del maestro.

Il Bacco di Caravaggio

Caravaggio, protagonista a Roma nella prima decade del Seicento di una rivoluzione in pittura che invase l’Europa intera, ostenta in quest’opera una magistrale resa naturalistica del mondo vegetale. La storica dell'arte Mina Gregori, tra i massimi esperti della pittura di Caravaggio, ha letto nel Bacco una particolare visione dell’antichità inneggiante alla libertà dei sensi ed un riferimento ai riti iniziatici ed ai travestimenti bacchici che si praticavano a Roma. Rinvenuta nei depositi degli Uffizi nel 1913 e attribuita al Caravaggio dallo storico dell'arte Roberto Longhi, l'opera è da riferirsi all’attività ancora giovanile del pittore, quando, a Roma, si trovava sotto la protezione del cardinale Francesco Maria del Monte. Questo dipinto, assieme alla Medusa venne donato dal Cardinal del Monte a Ferdinando I de' Medici in occasione della celebrazione delle nozze del figlio Cosimo II nel 1608.

La Primavera del Botticelli

Pur rimanendo misterioso il complesso significato della composizione, l’opera celebra l’amore, la pace, la prosperità. La vegetazione, il cui colore scuro è in parte dovuto all’alterazione del pigmento originale, è rischiarata dall’abbondanza di fiori e frutti. Sono state riconosciute ben 138 specie di piante diverse, accuratamente descritte da Botticelli servendosi forse di erbari. Realizzata su un supporto di legno di pioppo, l’opera si trovava alla fine del XV secolo nella casa in via Larga (oggi via Cavour) degli eredi di Lorenzo di Pierfrancesco de’ Medici, cugino di Lorenzo il Magnifico; stava appeso sopra un lettuccio, una sorta di cassapanca con schienale caratteristica dell’arredamento delle residenze signorili rinascimentali. Passò poi nella villa di Castello, dove Giorgio Vasari nel 1550 la descrisse insieme alla Nascita di Venere.

L'Adorazione dei Magi di Leonardo da Vinci

Nel settembre del 1481 Leonardo stava ancora lavorando al dipinto, ma pochi mesi più tardi il pittore lasciò Firenze per recarsi a Milano, alla corte di Ludovico il Moro, interrompendo l’esecuzione del dipinto per la chiesa di San Donato a Scopeto. Inutilmente gli agostiniani attesero che il pittore tornasse per ultimare il dipinto, fino a che decisero di affidare l’esecuzione di una nuova pala d’altare con l’Adorazione dei Magi a Filippino Lippi, ultimata nel 1496. L’Adorazione dei Magi di Leonardo è dunque un dipinto sospeso nella sua esecuzione a un primo livello di abbozzo. Il maestro portò l’elaborazione dell’opera a stadi diversi: alcuni personaggi sono appena delineati, come per fermare un’idea, altri sono più rifiniti. Il cielo è costituito da una stesura a base di bianco di piombo e lapislazzulo.

La Biblioteca degli Uffizi

La Biblioteca degli Uffizi, che fu fondata nella seconda metà del XVIII secolo dal Granduca Pietro Leopoldo, ha occupato fino a dicembre 1998 i locali del fabbricato vasariano che in origine costituivano il Ridotto del teatro mediceo. Il 16 dicembre 1998 è stata inaugurata la nuova sede, presso i locali restaurati dell'ex Biblioteca Magliabechiana. La Biblioteca, che conserva numerosi manoscritti delle collezioni dei musei fiorentini, si è specializzata nel settore storico-artistico per rispondere alle esigenze di studio e documentazione sui musei di competenza.

L'Archivio Storico delle Gallerie Fiorentine nasce con l'Unità d'Italia, quando gli archivi granducali confluirono nell'Archivio di Stato; fra questi i fondi della Guardaroba Medicea e dell'Imperiale e Real Corte, imprescindibili per qualsiasi studio su opere delle Gallerie provenienti dalle collezioni granducali. Il versamento degli archivi mediceo e lorenese si concluse nel 1892, lasciando nelle Gallerie due sezioni allora considerate di archivio 'corrente': la prima sezione, ora depositata nei locali di via Lambertesca, conserva l'archivio contenente i documenti relativi alle istituzioni museali del periodo lorenese e preunitario ed è tuttora un archivio 'aperto'; vi è consultabile anche l’archivio di Giovanni Poggi concesso in comodato dagli eredi. La seconda sezione, conservata a Palazzo Pitti, si compone degli inventari redatti in epoca unitaria.

Gabinetto dei Disegni e delle Stampe

L’Istituto detiene una fra le raccolte grafiche più importanti del mondo. La collezione, composta da oltre 177.000 esemplari - fra disegni e stampe - fu iniziata, intorno alla metà del Seicento, dal Cardinale Leopoldo de' Medici ed è tuttora in continuo accrescimento, grazie ad acquisti diretti e donazioni. Il suo ingente patrimonio cartaceo data dalla fine del Trecento fino ai giorni nostri, con una netta prevalenza di opere appartenenti al Rinascimento e Seicento toscano. Il Gds, acronimo con il quale è anche conosciuto l’Istituto a livello internazionale, oltre a disporre di una fototeca e biblioteca specializzate, a disposizione degli studiosi, cura sia la realizzazione periodica di mostre che il restauro dei propri fondi, grazie ad un laboratorio interno altamente specializzato.

Il Gabinetto Fotografico

Il Gabinetto Fotografico degli Uffizi è stato fondato nel 1903. Da allora custodisce uno dei più cospicui fondi fotografici pubblici esistenti in Italia e svolge un’intensa attività di documentazione del patrimonio culturale. Nel corso del Novecento i fotografi dei nostri musei hanno ritratto le opere d’arte delle Gallerie Fiorentine, ma anche i monumenti del territorio toscano e nazionale. Il panorama di immagini conservate nell’archivio del Gabinetto è vasto e molteplice, esso è composto principalmente dalle fotografie realizzate per scopi istituzionali, ma vi sono confluiti, per via di acquisti o di lasciti, fondi storici di grande rilevanza quali i calotipi di Brampton Philpot, gli album in folio di fotografie Braun al carbone, i negativi di Vincenzo Giani, di Lodovico Pachò, Ugo Ojetti, Giuseppe e Vittorio Jacquier, le lastre della Fototeca Italiana del Fondo Cipriani. Altri settori di notevole rilievo storico sono quelli che riguardano i Danni della Seconda Guerra Mondiale, con le fotografie scattate dal Comando alleato della V Armata Usa, i disastri causati dall'Alluvione del 1966, le drammatiche immagini dell'Attentato del 1993 in via dei Georgofili, nonché quelle dei vari allestimenti che si sono succeduti nel tempo agli Uffizi e nelle Gallerie Fiorentine. Attualmente il Gabinetto conserva circa 630.000 negativi di diversi formati e supporti, consultabili grazie alle riproduzioni a stampa e nelle banche dati on line. Un settore di particolare pregio e è rappresentato dal Regio Archivio Fotografico, una delle più importanti e antiche fototeche dei musei italiani, oggi completamente digitalizzata.

Il Corridoio Vasariano

Chiuso nel 2016 per consentire l’adeguamento alle norme di sicurezza, è stato interamente restaurato. Oggi si entra dagli Uffizi, si cammina sopra Ponte Vecchio e si esce dal Giardino di Boboli. Lungo circa 750 metri, fu realizzato dall’architetto Giorgio Vasari nel 1565: i regnanti lo usavano per raggiungere Palazzo Vecchio dalla loro reggia di Pitti indisturbati e senza correre rischi per la loro incolumità.

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