Scoperto laboratorio con macchine da cucire senza protezioni: scatta la maxi multa
Carabinieri (foto da Ansa)
Magione (Perugia), 10 marzo 2026 – A Magione, nella provincia di Perugia, è stata sospesa un’attività laboratorio con macchine da cucire senza protezioni. Nel corso di un controllo da parte dei Carabinieri del Nucleo ispettorato del lavoro di Perugia, i militari hanno infatti riscontrato “Gravi violazioni in materia di salute e sicurezza” in un laboratorio gestito da un'imprenditrice di nazionalità cinese. La donna è stata deferita alla Procura di Perugia e l'attività è stata sospesa.
Le violazioni riscontrate
I militari hanno riferito che durante il controllo hanno accertato che, tra le altre cose, nel laboratorio venivano utilizzate delle macchine da cucire industriali alle quali mancava il cosiddetto ‘proteggi-dita’, dispositivo che serve appunto a proteggere mani e dita da lesioni durante il funzionamento della macchina, che permette di lavorare in sicurezza. L'ispezione, condotta con l'ausilio degli ispettori dell'Ispettorato Territoriale del Lavoro, dei mediatori culturali dell'Oim, Organizzazione Internazionale per le migrazioni, e del reparto territoriale dell'Arma dei carabinieri, rientra in una campagna preventiva di contrasto al caporalato proprio nel settore tessile-manifatturiero.
Lavoratori con certificati falsi
Dai controlli dei carabinieri del Nucleo ispettorato del lavoro di Perugia è emerso che all'interno dell'attività erano impiegati otto lavoratori di diverse nazionalità, cinque erano cinesi, due italiani e uno era brasiliano. Nello specifico, come riferisce l'Arma, sono inoltre emerse altre due mancanze: il personale veniva impiegato senza il necessario e specifico addestramento all'uso di queste strumentazioni. Inoltre non era stato designato nessun responsabile del servizio di prevenzione e protezione. Durante il controllo sono stati anche sequestrati gli attestati di formazione dei dipendenti, che erano falsi. I documenti erano stati esibiti ai militari per cercare di evitare le sanzioni previste, “esponendo così i lavoratori a gravi rischi per la salute sul luogo di lavoro”. Durante tali controlli i militari del reparto speciale, sempre con l’obiettivo di prevenire infortuni nei luoghi di lavoro, hanno prestato particolare attenzione alle attrezzature e ai macchinari utilizzati dai lavoratori, per alcuni dei quali, data la particolarità delle lavorazioni, sarebbe stato «fondamentale» - ritengono gli investigatori - fornire, da parte del datore di lavoro, una formazione completa e aggiornat ai propri dipendenti.
La denuncia e le multe
Sul piano economico, sono state comminate ammende per circa 17.000 euro, oltre a sanzioni amministrative per 5.400 euro. Sono state altresì imposte prescrizioni per il ripristino delle condizioni di sicurezza all’interno dell’opificio. Per questa condotta, oltre che per le violazioni strutturali, l’imprenditrice è stata deferita alla Procura di Perugia. La presenza dei mediatori culturali dell’Oim durante l’ispezione testimonia l’attenzione riservata alla componente straniera della forza lavoro coinvolta.
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