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Firenze, presentazione del libro di ‘Tra i granduchi e Napoleone’ al teatro Niccolini

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01.04.2026

Il libro di ‘Tra i granduchi e Napoleone’

Firenze, 1 aprile 2026 – Giovedì 2 aprile alle ore 18 al Teatro Niccolini (Via Ricasoli, 3) sarà presentato il libro di Eugenio Giani e Massimo Sandrelli ‘Tra i granduchi e Napoleone: Vittorio Fossombroni e la Toscana’. Gli autori dialogheranno col giornalista Sandro Bennucci, introduce l’editore Antonio Pagliai, letture di Fabio Baronti. Le imprese di Fossombroni (Arezzo, 1754 - Firenze, 1844), in campo scientifico così come in quello politico, lo hanno elevato nell’empireo degli uomini illustri dell’Ottocento. Laureato in giurisprudenza, matematico, studioso di idraulica, progetta e sovrintende i lavori per la bonifica della Val di Chiana sotto il Granduca di Toscana Pietro Leopoldo di Lorena. Ferdinando III, che succederà al padre, vede in lui, tra l’altro, il candidato ideale per cercare una mediazione con Napoleone Bonaparte, che minaccia di occupare militarmente la Toscana. In questa veste l’illustre aretino produce un breve ma incisivo scritto che, anche se non efficace all’atto pratico, resta memorabile: la lettera – intitolata Oracle sur la Toscane (“Oracolo sulla Toscana”) e interamente riprodotta nel volume – gli vale la stima del Generale francese che, una volta Imperatore e Re d’Italia, lo vuole a Parigi, conferendogli il titolo di senatore e conte dell’Impero. Con la Restaurazione e il ritorno dei Lorena a Firenze, Fossombroni torna a ricoprire importanti incarichi istituzionali: il suo impegno nelle riforme, nella gestione economica e nella realizzazione di importanti infrastrutture lo faranno apprezzare in tutta Europa e oltre. “Vittorio Fossombroni ha saputo attraversare un’epoca piena di accadimenti e rivolgimenti storici senza che venisse meno il riconoscimento dei suoi meriti e competenze – scrive Eugenio Giani nella prefazione - . da parte di Pietro Leopoldo come di Napoleone – che addirittura lo volle con sé in Francia – e di Leopoldo II. E se è vero che oggi viene rammentato soprattutto per le bonifiche in Val di Chiana, i realtà tanti e diversi sono stati gli interessi, gli incarichi, le responsabilità a cui è stato chiamato, non solo per la sua maestria nell’ingegneria idraulica (…) saprà mettere a frutto tutte le sue doti, diventando un punto di riferimento per quanti, in Toscana e fuori, puntavano su un rinnovamento nel segno della concretezza, del buon uso delle tecnologie, della capacità di indagare e assimilare le esperienze di altri paesi”. Maurizio Costanzo 

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