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10 marzo 1876: 150 anni fa la prima telefonata della storia: cosa si sono detti?

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10.03.2026

150 anni fa la prima telefonata della storia

Firenze, 10 marzo 2026 – Era il 10 marzo del 1876, esattamente 150 anni fa, quando Alexander Graham Bell effettuò con successo la prima chiamata telefonica. Cosa si sono detti? Qual è stata la prima conversazione della storia? Ma prima di arrivarci, è bene partire dove tutto ebbe inizio: Firenze, precisamente all’interno di un teatro, quello della Pergola.

La Pergola di Firenze vide la nascita dell’antenato del telefono

Il 31 ottobre del 1833 è una data fondamentale per l’invenzione del telefono. Quel giorno infatti Antonio Meucci veniva assunto al teatro della Pergola come apprendista macchinista. È qui che l’ingegnoso fiorentino di San Frediano sperimentò un tubo metallico fornito di appositi dispositivi esterni ed interni che, dal fondo del palcoscenico, portava la voce fino alla massima altezza del piano scenico. L’invenzione fu realizzata per andare incontro alle esigenze dei ‘soffittisti’, tecnici addetti alle manovre di scena, che dovevano comunicare dall’altezza di diciotto metri con i colleghi sul palcoscenico, dando così vita all’antenato del futuro telefono che Meucci perfezionerà negli Stati Uniti.

L’inizio della rivoluzione delle comunicazioni

Era il 14 febbraio 1876 quando il giovane inventore di origine scozzese Alexander Graham Bell depositò allo U.S. Patent Office una richiesta formale di brevetto per il telefono, una tecnologia destinata a rivoluzionare le comunicazioni umane. Lo stesso giorno, appena poche ore dopo, l'ingegnere statunitense Elisha Gray presentò un caveat (cioè una dichiarazione preliminare d'invenzione) per un dispositivo simile: una coincidenza che aprì una delle dispute più celebri della storia dell'innovazione tecnologica. Sulla base della tempistica con cui furono presentati i documenti, il 7 marzo dello stesso anno venne riconosciuto a Bell il brevetto numero 174.465, che descriveva un metodo per trasmettere la voce umana tramite segnali elettrici. Era l'atto di nascita ufficiale del telefono.

La prima telefonata della storia

Tre giorni dopo, il 10 marzo, nel suo laboratorio di Boston avvenne la prima storica comunicazione tra Bell e il suo assistente, Thomas Watson: "Mr. Watson, come here, I want to see you" ("Signor Watson, venga qui, voglio vederla"). L'esperimento dimostrò che la voce può viaggiare lungo un filo, trasformata in impulsi elettrici e poi nuovamente in suono. La paternità dell'invenzione diventò però oggetto di lunghi contenziosi legali. Gray rivendicò la priorità dell'idea, sostenendo di aver sviluppato un trasmettitore simile a quello descritto da Bell. Nonostante le controversie, i tribunali statunitensi riconobbero la validità del brevetto di Bell. Nel giro di pochi anni, il telefono passò da curiosità scientifica a strumento commerciale. Nel 1877 nacque la Bell Telephone Company, destinata a diventare un colosso delle telecomunicazioni. Nel 2002 la Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti, pur senza annullare il brevetto di Bell, ha approvato una risoluzione che riconosce il contributo pionieristico di Antonio Meucci allo sviluppo del telefono: nel 1871 l'inventore italiano aveva infatti depositato presso l'Ufficio brevetti statunitense il caveat numero 3335 dal titolo 'Sound Telegraph', in cui descriveva la sua invenzione in attesa di trovare il denaro necessario per depositare un brevetto regolare. Il caveat, però, era poi scaduto nel dicembre 1874 senza essere più rinnovato.

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