I custodi di piazza Piave. Un restauro per i "bimbi"
L’artista Giovanni Da Monreale con Valente Taddei durante la rimozione di “1“
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Benché i loro occhi siano puntati sugli apparecchi digitali, fissi su uno schermo mentre il mondo gli ruota attorno; quei bambini, al più adolescenti, sono stati e saranno i custodi di piazza Piave. Testimoni immobili anche del percorso, complesso, di riqualificazione di questo spazio pubblico.
Sono le opere di Giovanni Sardisco, in arte Giovanni da Monreale: sculture che con la loro presenza sembrano voler denunciare l’assenza. Piantate bene a terra, e pure estraniate da tutto a da tutti. Immerse nella vita, ma anche “fuori“ per effetto delle nuove tecnologie. Un dono fisico e di riflessione che l’urban artist ha fatto alla città, e che Viareggio ha adottato. "In molti – racconta l’autore – pensano che queste opere siano state acquistate dal Comune. In realtà – prosegue – sono dei progetti di recupero urbano e sociale autorizzati dal mio cuore. E non dalle amministrazioni, anche se quella Viareggio ha ben accolto questo messaggio".
In questi giorni l’artista è tornato in piazza Piave, in vista dell’inaugurazione attesa per la fine di aprile. E per quel giorno, quello del taglio del nastro, saranno presenti due delle quattro opere regalate alla piazza. L’opera “3“ – come gli anni di quel bambino che maneggia uno smartphone – durante gli interventi è stata infatti danneggiata da una ruspa: con un colpo di cucchiaia l’opera si è spezzata in due e non è stato possibile alcun intervento di restauro. Per questo "Sto già lavorando all’opera che sostituirà “3“, e che – anticipa l’artista – nei prossimi mesi verrà ricollocata". Dalla piazza è stata rimossa, pochi giorni fa, anche “1“ – una scultura in cemento armato che raffigura una bambina che gioca con un tablet – installata in piazza Piave nel 2023 insieme a “5“, un bambino di 5 anni che gioca con un videogame. "In un primo momento – racconta l’artista – mi è stato detto che le opere rientravano nel percorso pedonale, e per questo non occorreva rimuoverle". Vennero dunque imballate, per essere protette dalle operazioni di cantiere. Ma con l’avanzare dei lavori "La pavimentazione – prosegue Giovanni da Monreale – si è alzata di una quindicina di centimetri" e così “1“ rischiava di sparire tra il pavimento e l’erba del prato che crescerà con il tempo. Per questo l’opera, con il supporto dell’artista Valente Taddei, è stata rimossa e trasportata alle Officine Giovanni da Monreale di Pietrasanta in attesa di modifiche e della ricollocazione. Nei prossimi giorni l’urban artist tornerà ancora in piazza Piave, per prendersi cura delle due sculture rimaste. E dunque "“5“ è in un buono stato e basterà soltanto qualche ritocco". Mentre “15“ – una scultura in vetroresina installata nel 2017 che rappresenta una ragazzina di quindici anni che naviga con uno smartphone – "ha bisogno di un restauro e di alcune modifiche importanti".
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