Ragazzini spietati e feroci sui social. “La tecnologia non è una baby sitter”
L’inchiesta che ha individuato i due studenti maremmani, è partita dalla Germania
Articolo: “Scrivi il mio nome col sangue”, ricatti e sfide estreme online: indagati due 15enni, l’ombra della rete 764
Articolo: Violenza giovanile, il magistrato Sangermano: “Nel gruppo ognuno si sente gigante. Limitare l’uso degli smartphone”
Articolo: Crepet e l’autorità perduta. “Il caso di via Mariti da portare a scuola. I genitori? Troppo distratti”
Pisa, 31 maggio 2026 – Gli uomini della sezione operativa per la sicurezza cibernetica della Polposta sono al lavoro per scandagliare chat, foto e video nei dispositivi sequestrati ai due ragazzini finiti nei guai per istigazione al suicidio. Al momento sono i due grossetani di 15 anni, compagni di scuola, a essere finiti nel mirino degli investigatori, ma questo non significa che l’inchiesta aperta dalla procura dei minori di Firenze non possa allargarsi ad altri soggetti che, a vario titolo, possano essere stati coinvolti nelle rete delle sfide in rete.
L’inchiesta che ha condotto il sostituto procuratore Filippo Focardi a individuare i due studenti maremmani è partita dalla Germania. Dal ricovero di un’altra........
