Il futuro del teatro Signorelli. Dalla revoca sugli spettacoli al problema dei lavori
L’interno del teatro Signorelli
Articolo: Teatro Signorelli, è scontro. Il sindaco Meoni rassicura: "Nessuna chiusura in vista"
Articolo: Lavori al teatro Bucci. Riapre per la stagione. Risorse per gli arredi
Articolo: Signorelli: scontro aperto. La replica dell’Accademia: "L’iter già avviato"
Tavolo aperto tra Comune e Accademia degli Arditi sul futuro del Teatro Signorelli. L’incontro si è svolto martedì scorso in Municipio per fare il punto dopo la revoca improvvisa della deroga antincendio che ha attualmente bloccato l’attività del teatro. Il teatro, di proprietà dell’Accademia — edificio inaugurato nel 1858 — operava sulla base di un certificato antincendio in deroga valido fino al 2026. La revoca anticipata, deliberata in Prefettura dalle figure istituzionali competenti, ha costretto l’Accademia a bloccare l’attività: annullati circa trenta impegni già in calendario, tra spettacoli, saggi di danza, cerimonie e concerti, di cui una decina organizzati direttamente con il Comune. "Abbiamo fatto interventi anche costosi negli anni, non ci siamo fermati", sottolinea il direttivo dell’Accademia degli Arditi. "La revoca è arrivata all’improvviso. Ma la nostra intenzione non è alimentare polemiche: vogliamo risolvere e riaprire quanto prima". Le criticità riguardano il tetto, la messa in sicurezza e l’adeguamento antincendio: interventi complessivamente stimati tra i 500 e i 900mila euro. A complicare il quadro, la frammentazione della proprietà: il Comune è comproprietario solo di alcune porzioni del palazzo — sala Pavolini, parte del porticato e un fondo commerciale — mentre il teatro e i palchi appartengono a decine di privati. Sul tavolo della trattativa, l’Accademia ha avanzato una proposta di comodato d’uso a lungo termine: il Comune gestirebbe il teatro e affronterebbe i lavori di adeguamento, l’Accademia manterrebbe la proprietà. Un modello già sperimentato in altri teatri toscani, dove la gestione pubblica si è affiancata alla proprietà privata attraverso formule di concessione a lungo termine. "Il teatro è stato costruito dai nostri antenati con risorse private, è un patrimonio che appartiene alla storia di Cortona", aggiunge il direttivo. "Non abbiamo intenzione di venderlo né di abbandonarlo: cerchiamo una formula che lo tenga vivo e aperto, al servizio dell’intera comunità". Il sindaco ha recepito la proposta e si è impegnato a rispondere entro pochi giorni. L’amministrazione, che in precedenza aveva avanzato l’ipotesi del passaggio della proprietà al Comune con vincolo perpetuo e gestione tramite una fondazione condivisa, valuta ora anche la formula del comodato proposta dall’Accademia. Nel frattempo, l’Accademia è fiduciosa di poter contare anche su soggetti privati a cui il destino di questa istituzione sta particolarmente a cuore — e ha avviato contatti con la Regione".
© Riproduzione riservata
