Addio banca sotto casa: chiuse altre 3 filiali e 18 sportelli
Diminuiscono gli sportelli bancari (Foto iStock/GettyImages)
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La Spezia, 15 aprile 2026 – È allarme desertificazione bancaria in Liguria e nello Spezzino? Nel 2025 la nostra regione non risulta essere tra le regioni d’Italia più penalizzate dal fenomeno, sebbene nel corso dell’anno abbia registrato una ulteriore contrazione di 14 filiali, passando da un totale di 566 a 552 sedi. Di queste, tre hanno chiuso i battenti nella provincia spezzina: Intesa Sanpaolo a Lerici, della Bcc Versilia Lunigiana e Garfagnana a Borghetto Vara e di Azimut nel capoluogo. Si registra, inoltre, un’ulteriore riduzione degli sportelli bancari che scendono così a 84, accompagnata dal calo dei dipendenti del settore che sono diminuiti di 18 unità. E’ quanto emerge dall’analisi pubblicata dall’Osservatorio sulla desertificazione bancaria di First Cisl Liguria che monitora questo fenomeno attraverso il proprio Osservatorio sul Credito attivo sulla zona della Spezia da 30 anni. La decisione dei tre istituti di credito ha destato sorpresa e perplessità, per motivazioni diverse: quella della principale banca italiana perché ha scelto di rinunciare al proprio presidio in un comune ricco e che dà grande visibilità come quello di Lerici, restando così presente nella provincia spezzina solo con 3 filiali. Altrettanto “anomala” la scelta della locale BCC di chiudere l’unico sportello bancario del comune di Borghetto Vara dove era presente da ormai 25 anni, alla luce del ruolo di vero e proprio “argine” che il Credito Cooperativo ha assunto da tempo contro il fenomeno della “desertificazione bancaria” sempre più dilagante. Apparentemente poco comprensibile anche la scelta di Azimut, realtà del Gruppo Banco Bpm specializzata nelle soluzioni di gestione patrimoniale, di chiudere il suo presidio in città alla luce della crescente diffusione e crescita delle reti di consulenti finanziari che sempre più stanno facendo concorrenza alle banche “tradizionali”.
Nel corso del 2026 non si arresterà poi il trend di chiusure di sportelli bancari: l’istituto transalpino, erede della vecchia Cassa di Risparmio della Spezia, ha infatti già annunciato le chiusure delle filiali interne al mercato ortofrutticolo di Pallodola a Sarzana e allo stabilimento Leonardo (ex Oto Melara) della Spezia a cui si aggiungerà la chiusura dello sportello di Padivarma a Beverino, ennesimo comune “desertificato” dal punto di vista della presenza di succursali bancarie. A salutare il nostro territorio sarà poi la filiale della Banca Popolare di Sondrio di via XX Settembre alla Spezia, aperta solo otto anni fa, a seguito dell’ingresso nel Gruppo Bper avvenuto nel corso del 2025 a cui seguirà quest’anno l’operazione di incorporazione societaria. L’altro fenomeno in espansione riguarda la chiusura delle casse tradizionali e la conseguente “soppressione” della tradizionale figura del cassiere: in questo modo i clienti che hanno bisogno di svolgere operazioni bancarie che ancora non sono gestibili con le macchine, sono costretti a rivolgersi ad altre filiali dove ancora è disponibile una cassa. La principale banca presente sul nostro territorio, Crédit Agricole Italia, sta puntando forte in questa direzione: dopo la chiusura totale delle casse delle filiali di Luni ed Ameglia nella seconda metà del 2025, tra poche settimane sarà il turno dell’Agenzia A in piazza Verdi e dell’Agenzia T in viale San Bartolomeo, in città. Filiali quindi sempre più a vocazione consulenziale, con i clienti che dovranno necessariamente imparare a svolgere in autonomia le proprie operazioni bancarie, con possibili effetti negativi per le fasce di clientela più anziana che rappresentano una fetta molto significativa della nostra provincia.
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