Caffè Soldi è venduto, imprenditore indiano ha comprato il locale
Caffè Soldi è venduto Imprenditore indiano ha comprato il locale
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Forte dei Marmi, 29 marzo 2026 – Le inconfondibili sedie regista a delimitare l’angolo di via Roma. E l’atmosfera familiare ad accogliere chi entrava. Il Caffè Soldi chiude un capitolo: la famiglia che da 67 anni porta avanti quella tradizione di sorrisi e dolcezze ha ceduto l’attività. «Era arrivato il momento, quello giusto di cambiare,per voltare pagina e dare spazio ad altro,per non cristallizzarci» è il saluto di Desiree Soldi sui social.
A rilevare l’attività – come sussurrato da mesi in paese – l’imprenditore indiano che da quell’investimento partirebbe per poi allargarsi ad altre realtà del Forte. Adesso sarà attuato un restyling veloce del locale per affrontare la stagione, poi uno stop più lungo in autunno per un intervento capillare che comunque non dovrebbe stravolgere la formula di Soldi (gran parte del personale è stata confermata e il nome non sarà cambiato). La partenza della pasticceria per la verità affonda le radici nei primi ’900 con Italo Soldi che aprì il laboratorio a Viareggio, prima in via Sant’Andrea (oggi Pasticceria Gambalunga) per poi spostarsi in piazza Mazzini; il figlio Luigi è stato colui che ha dato la svolta, puntando su Forte dei Marmi e prendendo in affitto d’azienda il Caffè Principe: qui nel 1958 la prima sfornata delle delizie di pasticceria Soldi. Fu subito un successo, il titolare Vasco Galli rimase colpito per quelle colazioni triplicate e l’impossibilità di soddisfare gli ordini della domenica. Nel 1972 la pasticceria Soldi si rese autonoma sulla via Mazzini e dopo qualche anno si trasferì in via Roma dove è rimasta per 39 anni. Tre le generazioni che si sono susseguite al bancone: Roberto Soldi con la moglie Sandra e le figlie Desiree e Dominique hanno contribuito a lanciare quel punto di ritrovo conquistando personaggi come Mario Cipollini, Gigi Buffon, Guido Barilla e Renato Zero, tanto per citarne alcuni. «E’ una decisione che ho preso con nostalgia – sottolinea Roberto Soldi – ma ho 76 anni di cui 37 al timone del caffè. Ma non dimenticherò mai la passione di mio padre Luigi a stendere la pasta e confezionare dolci per ore».
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