"Dopo la frana in discarica nel 2024 ancora sversamenti in fognatura"
Il consigliere comunale di Legalità e trasparenza, Enrico Ghiselli, torna a invocare la chiusura di Cava Fornace evidenziandone le troppe criticità
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"Inaccettabile continuare a tacere sull’evento del 6 maggio 2024 in cui è franato un costone di contenimento della discarica con fuoriuscita di un mare di percolato con mantenimento dello “stato di emergenza” che permette al gestore di sversare nella fognatura (con risparmi consistenti) fino al depuratore del Lavello". Il consigliere di Legalità e Trasparenza, Enrico Ghiselli, insiste sulla necessità di chiudere Cava Fornace. "Voglio ricordare all’amministratore di Programma ambiente apuano che la autorizzazione originaria non aveva tenuto contro (errore gravissimo) del parere negativo espresso dal Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università degli Studi di Pisa nel 2009 dal punto di vista della caratterizzazione geologica sulla fattibilità del progetto. Altra considerazione discende dal Contratto di acquisto del sito da parte di Alia spa dove è resa esplicita la variabilità in funzione delle quote di 43, 68 o 98 metri. Quindi l’acquirente (Alia spa e per essa Programma ambiente apuano Spa) sapevano bene che il conferimento avrebbe potuto essere interrotto anche a quota 43 metri per cui doveva essere fatto un piano economico aziendale calibrato anche per tale eventualità"
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