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Vietare internet ai ragazzini. La proposta di Zucconi (FdI): “Under 14 anni solo autorizzati”

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10.04.2026

Ragazzi con lo smartphone

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Lucca, 10 aprile 2026 – “La tutela dei minori da un uso improprio di internet: una decisione politica non più rinviabile”: lo afferma in una nota l’onorevole Riccardo Zucconi di Fratelli d’Italia che prendendo spunto dagli ultimi drammatici episodi verificatisi tra cui l’accoltellamento in diretta web da parte di uno studente di una professoressa nel Bergamasco, chiede l’adozione di provvedimenti che recepiscano la sua proposta di legge depositata nel giugno scorso.

“Viviamo in un’epoca – spiega Zucconi – in cui le interfacce digitali hanno ormai sostituito le facce reali. Il “phubbing“, ovvero la tendenza a ignorare le persone presenti per dedicare la propria attenzione allo smartphone, è un fenomeno talmente diffuso che ormai in famiglia e in qualsiasi luogo pubblico le persone stentano a parlarsi, restando incollati ai cellulari. Lo strumento che vent’anni fa era nato per facilitare la comunicazione tra le persone, lo smartphone, si è progressivamente trasformato in un dispositivo alienante. Le evidenze scientifiche parlano chiaro: l’uso sregolato dei dispositivi elettronici compromette il benessere psicofisico, il ciclo del sonno, la concentrazione e il rendimento scolastico dei nostri ragazzi.

Problemi dell'uso eccessivo degli smartphone

Oltre il 25 per cento degli adolescenti italiani mostra un utilizzo problematico dello smartphone, fino ad arrivare ai casi patologici e antisociali sopra ricordati, mentre viene rilevata addirittura una decrescita generale dei coefficienti intellettivi”. Per Zucconi, il governo ha già in parte affrontato la questione nel decreto Caivano, vietando l’accesso dei minori di 18 anni ai siti pornografici e disponendo l’obbligo di vendita di smartphone dotati di default di sistemi di controllo parentale, ma occorre assolutamente completare il percorso.

“Grazie al decreto Caivano – aggiunge c’è la possibilità di dotare gli smartphone di sistemi di controllo parentale, ma spesso gli stessi genitori non riescono o si decidono a non applicarlo. Questo obbligo, come prevedo nella mia proposta di legge, deve essere dunque più stringente o oggetto di sanzioni. Ho proposto che fino ai 14 anni l’accesso a internet possa avvenire ogni volta soltanto con l’autorizzazione dei genitori. Restano comunque off limits social network e siti vietati (pornografici, gioco d’azzardo e scommesse, armi, violenze, violenze e discriminazioni, sette religiose). A partire dai 14 anni la navigazione in Rete è consentita senza autorizzazioni dei genitori, ma soltanto in presenza di un sistema efficiente di identificazione anagrafica certificata; sempre esclusa comunque la possibilità di accedere ai social network e ai siti vietati. Dai 16 anni ai 18, sempre con identificazione anagrafica preventiva, si potranno utilizzare anche i social network. Resta comunque fermo il divieto di accedere ai siti vietati”.

Proposte internazionali e l'appello ai politici

Per il parlamentare di Fratelli d’Italia si tratta di proposte di buon senso, a maggior ragione considerando che un po’ in tutto il mondo stanno prendendo piede misure restrittive: Australia, Usa, Francia, Inghilterra, Spagna e Grecia si sono o si stanno muovendo in questo senso. “A mio avviso – conclude Zucconi – per la classe politica è arrivato il momento di dare una risposta forte, decisa e regolamentata a una richiesta che proviene dalla comunità scientifica e da tutta la società civile. In Italia, molti genitori, spaventati dai danni alla salute mentale, dal rischio di cyberbullismo e dalla riduzione della socialità per i propri figli , ci chiedono a gran voce l’introduzione di una legge che limiti l’uso degli smartphone per i minori”.

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