Il Mugello sorride per il suo Guido. Pini, da Scarperia al trono in Moto3
Guido Pini, pilota del team Leopard Racing, celebra il primo posto nella gara Moto3 del Gran Premio degli Stati Uniti sul tracciato Circuit Of The Americas di Austin Texas
Articolo: Il motomondiale fa ricco il Mugello: "Affari in aumento, una vittoria"
Articolo: Una scorpacciata di eventi per tutti gli appassionati
Articolo: Motomondiale, al Mugello una festa di colori. Presenze (e caldo) da record
La prima vittoria nel motomondiale di Guido Pini, conquistata a diciotto anni al Circuit of the Americas, è una storia di motori. Una storia che comincia molto prima del Texas, a pochi chilometri dall’Autodromo Internazionale del Mugello. Scarperiese DOC, Pini è cresciuto a poco più di due chilometri dall’ingresso del circuito toscano. Fin da piccolo è stato immerso in un mondo fatto di asfalto e moto, in una famiglia di appassionati delle due ruote. Quando Guido è salito per la prima volta in sella, a due anni e nove mesi, il casco era più grande di lui. Da lì è iniziato tutto: una categoria dopo l’altra, una moto sempre più veloce, fino a quando a diventare grandi sono stati i sogni. I suoi, ma anche quelli del motociclismo italiano. Il babbo Matteo e lo zio Andrea hanno fatto in tempo a correre con lui in minimoto. All’inizio erano loro ad aspettarlo in pista. Poi Guido ha cominciato a segnare il passo, e a quel punto è stata la famiglia a mettersi dietro di lui, trasformandosi nel team I Drive Pines: nato dalla curiosità del giovanissimo Guido e da una rapida sessione su Google Translator.
Oggi Drive Pines parla italiano, risponde alle interviste in inglese e scherza sui social in spagnolo. Perché a un certo punto della sua adolescenza Guido ha capito che, per crescere davvero, doveva andare in Spagna, dove si formano molti dei talenti del motociclismo mondiale. La crescita del mugellano, inserito nel progetto Talenti Azzurri, è stata costante: dal titolo europeo del 2018 nella Minimoto Junior C al trionfo in European Talent Cup nel 2022, fino al secondo posto nel JuniorGP nel 2024, con annesso diritto acquisito ad entrare nel motomondiale, bruciando le tappe. Uno come Emilio Alzamora, che in passato aveva già scommesso su un certo Marc Márquez, non si è lasciato sfuggire il talento di Pini.
Il 2025, anno dell’esordio in Moto3 e nel motomondiale, si è chiuso con il 13° posto finale. Un anno di ambientamento, difficile ma importante, anche per capire la solidità di un ragazzo che non si è spezzato neppure dopo il grave infortunio di dicembre 2024, quando in un incidente riportò la frattura di entrambe le tibie, a pochi mesi dalla prima gara del mondiale. Quarto tra gli esordienti, nella scorsa stagione Pini si è regalato anche la sua prima pole position a Brno e il primo podio iridato in Indonesia. Quest’anno è arrivato il cambio di squadra e di moto, con il passaggio da KTM a Honda. L’approdo nel team Leopard Racing — lo stesso con cui vinse il mondiale il pratese Lorenzo Dalla Porta — non era iniziato nel migliore dei modi, con il ventesimo posto nella gara d’esordio, ma già alla seconda prova è arrivata la reazione: quinto posto in Brasile e, poco dopo, il giorno più bello. All’ultima curva di Austin Pini trova lo spazio giusto. Con una linea più pulita infila il doppio sorpasso sui duellanti Carpe e Perrone e si prende la prima vittoria della carriera nel motomondiale.
Un successo che vale anche la cinquantesima vittoria italiana in Moto3 e che interrompe un digiuno tricolore che durava dal 2022 nella classe dei giovani talenti. Il numero 94 davanti a tutti, quel numero mutuato dal 93 di Marc Marquez, prima idolo e mito, poi, forse fa ancora strano dirlo collega... E quindi giusto avere la propria personalità, il proprio stile, la propria cifra.
© Riproduzione riservata
