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Terremoto a Pistoia, Meletti (Ingv): “Nessuna correlazione con la scossa in Lunigiana”

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26.03.2026

Scossa di terremoto di magnitudo 4.1 a Pistoia, sisma avvertito anche in Emilia Romagna soprattutto a Bologna e Modena

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Pisa, 26 marzo 2026 - “Nessuna correlazione tra il terremoto di stamani a nord di Pistoia e quello avvertito ieri in Lunigiana”. A dirlo è Carlo Meletti, sismologo dell’Ingv di Pisa, che spiega: “Si tratta di due fenomeni molto diversi tra loro. Il terremoto di oggi è stato particolarmente profondo, a 52 chilometri, mentre quello di ieri a 11. Insomma, si tratta di due processi geologici molto diversi tra loro”.

“Quello di ieri è legato a faglie che corrono ortogonalmente rispetto all’Appennino settentrionale. Sono faglie che hanno fatto registrare anche terremoti di magnitudo 5, come quello del giugno 2013, che fece anche danni. Ma ce ne fu anche un altro, nel 1925, di 4.8. Si tratta di una faglia conosciuta. Il terremoto di stamani è invece legato al fatto che al di sotto dell’Appennino abbiamo la placca adriatica. L’Adriatico sta sprofondando al di sotto dell’Appennino ed è quindi in grado di produrre terremoti molto profondi. Normalmente, le scosse appenniniche sono invece tra i 15 e gli 8 chilometri di profondità. Non è poi la prima volta che vediamo terremoti così profondi. Ne accadde uno nel 1914”.

Una scossa profonda, che dunque viene avvertita anche molto lontano.

“Esattamente. Pensi che abbiamo avuto segnalazioni anche dal Veneto. L’aspetto positivo è che, trattando di terremoti molto profondi, il rischio che possano creare danni è basso”.

Un’altra caratterista dei terremoti profondi?

“Solitamente non ci sono repliche. Sono terremoti isolati”.

“Zona ad alta sismicità”. Gli eventi dal 1985 ad oggi

Secondo il report dell’Ingv, la zona interessata da questo terremoto è caratterizzata da pericolosità sismica alta, come testimoniato dalla mappa della pericolosità sismica del territorio nazionale e dai forti terremoti avvenuti in passato. “Dalla mappa della sismicità strumentale dal 1985 ad oggi – si legge sul portale dell’Ingv – notiamo che l’area interessata da questo terremoto è caratterizzata da sismicità diffusa in particolare a nord verso l’Appennino tosco-emiliano. Diverse sequenze sono avvenute a nord-est dell’epicentro di oggi con eventi di magnitudo simile a quella del terremoti di questa mattina: 24 agosto 1995 Md 4.2, 7 settembre 2014 Mw 4.1, 23 maggio 2015 Mw 4,3. La differenza tra questi eventi e quello di oggi è sicuramente che il terremoto odierno si è verificato ad una profondità maggiore, intorno ai 50 km”.

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