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“Il tumore, una doppia condanna. Oltre la malattia rende anche poveri”. La testimonianza di Antonietta

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19.03.2026

Antonietta Tuccillo insieme alla conduttrice Arianna Ciampoli

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Santo Stefano Magra (La Spezia), 19 marzo 2026 – “Le leggi devono cambiare”. Sarà questo l’appello che Antonietta Tuccillo lancerà sabato, in seconda serata su Rai Uno, nel format “Women for women against violence - Camomilla Award”. Antonietta, 65 anni, è una guerriera di Santo Stefano Magra: si rivolgerà direttamente al presidente della Repubblica con un monologo dal titolo “Malattia e povertà: la doppia condanna”, perché la salute non può essere un lusso.

Lei lotta contro la sua malattia, che non può debellare, lotta contro le norme che non aiutano i pazienti oncologici, contro le leggi che ostacolano chi voglia ancora mettersi in gioco nonostante la battaglia quotidiana. Dà voce a una realtà spesso invisibile, quella di quando alla malattia si aggiunge anche la fragilità economica. Il suo è un appello civile che richiama l’attenzione su una doppia vulnerabilità che colpisce molte donne.

La sua è una storia di dignità, di forza d’animo, di energia da vendere. Gli ostacoli però sono stati e sono troppi. “Lavoravo e sono dovuta rimanere a casa – spiega –, in pensione anticipata. Come una che è stata messa in ritiro. Ho chiesto un prestito per l’attività ma non me lo concedono. Ho chiesto di aprire la partita Iva ma non posso, dovrei intestarla a qualcun altro. Per andare a Careggi a fare le terapie devo spendere ogni volta più di 50 euro per il viaggio e non è previsto alcun rimborso. Tutto questo deve cambiare, devono cambiare le leggi”.

Antonietta trova la forza nella sua famiglia, negli occhi della figlia, nella vicinanza del compagno, nell’affetto del suo cagnolino, nella sua creatività, diventata un brand. Realizza a crochet, nella sua casa trasformata in laboratorio, abiti meravigliosi, una terapia che si unisce a quelle che è costretta a seguire da otto anni, resistendo sempre all’aggressione della malattia. La sua creatività è stata apprezzata a livelli altissimi e i suoi abiti, indossati anche a Miss Italia, hanno sfilato applauditissimi a Roma.

Il suo messaggio potremo ascoltarlo sabato nel programma format ideato da Donatella Gimigliano, presidente dell’associazione Consorzio Umanitas, che con Antonietta ha un legame unico, di sincero affetto. Un format che unisce in un unico racconto televisivo due tra le più gravi emergenze femminili: la violenza di genere e il tumore al seno che, con 12 mila decessi all’anno, resta la principale causa di morte nelle donne. La malattia di Antonietta non guarisce, c’è sempre, dopo otto anni di terapie al Careggi ed è in fase cronicizzata, lei è considerata una miracolata. Non si parla più di guarigione ma di resistenza. “Un percorso fatto di battaglie – spiega Antonietta –: oltre alla malattia, anche contro chi ti dà la seconda condanna, facendo diventare la malattia sinonimo di povertà”.

Dunque Antonietta si racconterà, con grinta ma anche commozione: ogni giornata è una battaglia da intraprendere. E proprio dalle sue mani nascono anche le camomilline simbolo del Premio della kermesse che in suo onore, saranno indossate da tutti i partecipanti del programma. Un gesto semplice ma potente: la camomilla, con le sue straordinarie virtù terapeutiche, è un simbolo di cura, resilienza e solidarietà.

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