YouTopic Fest, l’inquietudine diventa responsabilità: a Rondine il conflitto si trasforma in conoscenza, relazione e impatto
Articolo: Jovanotti a Rondine. La pace, l’istruzione e la chiave di tutto: “L’amore”
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Articolo: Una Rondine fa Jovanotti. Oggi la festa di YouTopic
Arezzo, 9 giugno 2026 – Una grande festa collettiva, un percorso di parole, musica, incontri e testimonianze per ribadire che la pace si costruisce ogni giorno attraverso relazioni, ascolto e responsabilità. Si è svolta ieri nell’Arena di Janine a Rondine Cittadella della Pace “Destinazione Pace. Musica e voci dal mondo insieme contro le guerre”, l’evento conclusivo di YouTopic Fest 2026 che ha visto protagonisti i giovani della World House di Rondine insieme ad artisti, musicisti, testimoni e migliaia di partecipanti.
Ad accompagnare il pubblico lungo le otto tappe del percorso ispirato alle parole del Metodo Rondine sono stati Folco Terzani, Amara, Giovanni Caccamo, l’Orchestra Instabile di Arezzo (OIDA) diretta dal Maestro Valter Sivilotti e Lorenzo Jovanotti, protagonista del gran finale dell’evento condotto da Eva Crosetta. Nel suo intervento, Jovanotti ha sottolineato il significato profondo dell’esperienza di Rondine: «La pace è il matrimonio fra cielo e terra perché qui la pace si fa si studiando, ci si lavora, non è una parola non è un like è un lavoro, uno starci dentro quotidiano. È permettere a ragazzi che vengono da paesi di conflitto, contrapposti della storia, di vivere nella stessa stanza, conoscersi ascoltarsi».Un pensiero che ha trovato subito eco nello sguardo del pubblico, come a riconoscere una verità semplice e insieme difficile: la pace non è un’idea lontana, ma una pratica quotidiana. Poi ancora, quasi a stringere tutto in una immagine concreta: «La pace si fa, si deve sostenere, la pace si deve immaginare, sognare, si deve lottare con ogni forma di lotta pacifica e legittima. La prima cosa che succede in una guerra è che le persone diventano cose, si perde l'umanità. Per questo la violenza si scatena in maniera incontrollata quando il tuo nemico non è più un essere umano. Invece dobbiamo vedere le persone con la loro vita, con la loro famiglia, coi loro sogni. Alla fine quello che conta è l'amore: la capacità di riconoscere nell'altro una persona e non un nemico. È questo è il lavoro che........
