Un’occasione persa
Il risultato referendario ha un indubbio pregio e cioè quello di dimostrare in maniera incontrovertibile chi ha vinto e chi ha perso.
Il No ha vinto in maniera larghissima bocciando senza ombra di dubbio la riforma della magistratura e confutando il dogma sulla scorta del quale il Fascismo non abbia fatto cose buone: l’architettura giudiziaria a carriere unite voluta dal Ministro Dino Grandi nel 1941 gode ancora del gradimento di larga parte del Popolo Italiano e così sia.
L’argomentazione tanto banale quanto disarmante sulla scorta della quale, se il poliziotto e il ladro sono fratelli allora la vittima difficilmente avrà giustizia, non ha prevalso nonostante tutto. Anche nonostante tale riforma fosse nel tempo stata trasversalmente contenuta nei programmi elettorali di tutte le coalizioni politiche, anche quelle che si sono schierate per il No. E che si tratti di un papocchio lo si evince dal fatto che nel tribunale di Napoli i magistrati – divenuti Partito politico – ieri sera brindavano cantando “Bella Ciao” proprio mentre gli studenti Propal manifestavano a Roma chiedendo le dimissioni del Capo del Governo. Lo ha spiegato chiaramente Michele Emiliano a margine dello spoglio quando ha........
