Verso la punizione del sospetto, prima del reato
L’orientamento antiriciclaggio ribadito a Telefisco sposta la segnalazione prima del fatto, rendendo sufficiente il sospetto
In materia antiriciclaggio, per i soggetti obbligati non serve più un illecito accertato: basta il sospetto di evasione perché scatti l’obbligo di segnalare un’operazione all’Unità di informazione finanziaria. È quanto la Guardia di finanza ha ribadito la settimana scorsa a Telefisco, richiamando l’articolo 35 del d.lgs. 231/2007 e le istruzioni Uif: la segnalazione non dipende né dal superamento delle soglie penali tributarie e neppure dal perfezionamento della violazione. In altri termini, chi presta assistenza o consulenza (avvocati, commercialisti, consulenti fiscali e altri professionisti coinvolti nelle operazioni) deve valutare e segnalare quando il fatto è ancora giuridicamente incompleto e potrebbe perfino essere sanato.
Non è una sottigliezza tecnica. Qui si ridefinisce la funzione stessa della consulenza e, più in generale, il rapporto tra individuo e potere pubblico. Il diritto penale reagisce a fatti determinati; la prevenzione amministrativa opera invece su probabilità e anticipazioni. Quando questa seconda logica si estende fino a inglobare........
