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Il cavallo, le mura e la libertà: cosa ci insegna davvero Troia

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Il mito antico svela una verità moderna: i sistemi chiusi crollano, la libertà crea.

Nel tempo in cui l’Europa ridisegna le proprie politiche abitative, energetiche, fiscali, invocando l’emergenza come strumento normativo permanente, la rilettura della guerra di Troia si rivela più che mai necessaria. Quella che i poeti ci hanno tramandato come un conflitto per motivi d’onore, nasconde una tensione permanente tra potere e libertà, tra ordine imposto e azione individuale. E se i protagonisti sono eroi e dei, la loro lezione più profonda riguarda l’essere umano, la sua capacità di scegliere, creare, resistere.

Troia, nella narrazione omerica e nella realtà archeologica restituita dagli scavi di Hissarlik, è una città forte, strategica, chiusa. Domina il passaggio tra Egeo e Mar Nero, esercita un potere commerciale fondato sul controllo. Come ha osservato Erodoto, non fu solo Elena a scatenare la guerra, ma la volontà di riaffermare un equilibrio tra potenze. I Greci, un’alleanza imperfetta di città autonome, incarnano un altro mondo: competitivo, frammentato, ma aperto. Non vi è un unico comando, ma molteplici interessi. Un........

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