Firme quadruplicate: chi rischia di restare fuori
La stretta sulle firme necessarie per presentare le liste alle prossime elezioni politiche ha già fatto scattare l’allarme tra le opposizioni − e non solo − e promette di trasformarsi in un caso destinato, con ogni probabilità, ad arrivare fino alla Consulta.
Il punto più controverso riguarda l’innalzamento del numero di firme richieste ai nuovi soggetti politici: da 1.500 a 6.000 per collegio, con l’ulteriore vincolo della raccolta in formato cartaceo. Una misura che alza sensibilmente la soglia d’accesso alla competizione elettorale e che, pur lasciando sostanzialmente indenni le forze già rappresentate in Parlamento − come Azione e Italia Viva, o quelle presenti in almeno uno dei due rami, come Europa e Futuro Nazionale − rischia di mettere fuori gioco una parte consistente dei soggetti minori.
Nel mirino finiscono realtà come Progetto civico, Psi e Patto per il Nord, oltre ai movimenti politici che stanno nascendo e che potrebbero trovarsi davanti a un ostacolo quasi insormontabile prima ancora di poter presentare agli elettori il proprio progetto.
Le opposizioni sono già pronte a dare battaglia e ad affidare alla Corte costituzionale la verifica della legittimità della norma. Ma, al di là del profilo giuridico − tutt’altro che........
