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Mar Rosso, la strategia autonoma degli Emirati

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10.07.2026

Nel dibattito strategico sul Medio Oriente permane spesso una rappresentazione semplificata del rapporto tra Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti: due alleati accomunati dalla comune opposizione all’espansionismo iraniano e dalla partecipazione alla coalizione intervenuta in Yemen nel 2015.

Una lettura più attenta delle dinamiche geopolitiche mostra invece come tale cooperazione conviva con una crescente competizione per l’influenza economica, marittima e militare nel quadrante del Mar Rosso, oggi uno degli snodi più delicati del commercio internazionale. Attraverso Bab el-Mandeb transita una quota significativa del traffico marittimo globale, comprese le principali rotte energetiche e commerciali tra Asia, Europa e Mediterraneo. Garantire la sicurezza di questo corridoio significa esercitare un’influenza che va ben oltre la dimensione regionale, incidendo direttamente sulla resilienza delle catene globali di approvvigionamento.

In questo scenario gli Emirati Arabi Uniti hanno progressivamente sviluppato una strategia distinta rispetto a quella saudita. Pur restando partner degli Stati Uniti, interlocutori privilegiati dell’Occidente e firmatari degli Accordi di Abramo, Abu Dhabi ha costruito una politica estera caratterizzata da una marcata autonomia operativa. L’obiettivo non sembra limitarsi alla sicurezza nazionale, bensì alla costruzione di una rete di proiezione commerciale e militare capace di fare degli Emirati il principale hub logistico del Medio Oriente.

Questa strategia si fonda su un elemento decisivo: il controllo delle infrastrutture........

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